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domenica 9 aprile 2017

Domenica delle Palme - Card. Angelo Scola

Dove erano, quando Gesù agonizzava sulla croce, quelli che lo avevano acclamato come Messia mentre entrava in Gerusalemme? 
Debole è l’uomo (anche il potere del procuratore romano Pilato è profondamente debole e svela una ributtante pavidità). 
Debolissimo è l’uomo, pieno di incoerenza e fragilità, facile al dubbio e ancor più allo scandalo. Potente invece è Cristo Crocifisso nella Sua obbedienza al Padre. Incrollabile è la Sua decisione, senza limiti la Sua fedeltà. 
Per questo, alla fine, contro di Lui il mondo non può nulla. Infatti Gesù non indietreggia ma, come ci ha detto la Prima Lettura, va verso l’estremo sacrificio con sovrana libertà: «… non mi sono tirato indietro. 
Ho presentato il mio dorso ai flagellatori, le mie guance a coloro che mi strappavano la barba; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi» (Is 50,5-6). 
Non lo piegano l’insolenza dei soldati, la fuga dei discepoli, la perfidia dei sacerdoti, il coalizzarsi complice dei potenti: «In quel giorno Erode e Pilato diventarono amici tra loro; prima infatti tra loro vi era stata inimicizia» (Lc 23,12).
Nulla dimostra l’onnipotenza di Dio come il forte abbandono di Cristo durante la sua passione. Potente infatti in Gesù è l’amore, cioè il dono totale di Sé dell’Uomo della croce, deriso, umiliato, incoronato di spine, flagellato, messo a morte barbaramente.

- Card. Angelo Scola- 



La Fede e il Signore Crocefisso:

Nel pomeriggio del venerdì santo sulla collina del Cal­vario ci sono tre crocifissi: spettacolo tremendo e crudele agli occhi dei circostanti. Ma agli occhi degli angeli, che vedono al fondo delle cose, è la raffigurazione più elo­quente dell’intero destino umano.
C’è, appeso alla croce, il Figlio di Dio fatto uomo, che porta a compimento la sua missione e viene costituito così principio del rinnovamento del mondo; c’è il malfattore pentito che, con un breve e intenso atto di fede, si assimi­la interiormente a Cristo e raggiunge una salvezza inspe­rata; ma c’è anche il malfattore ribelle che impreca contro Gesù. Siamo tutti rappresentati in questa scena, in ciò che possiamo decidere e in ciò che non possiamo decidere.
Possiamo decidere di credere, vale a dire di affidarci al disegno del Padre che ci vuole «conformi all’immagine del Figlio suo» (cfr. Rm 8,29); e così, nelle nostre immanca­bili sofferenze, diventiamo in Gesù comprincipio della 

re­denzione dell’universo. Ma possiamo anche decidere di non credere, perché siamo liberi di fronte all’atto di fede.
Non siamo invece liberi di schiodarci dalla croce di un’esistenza che non è mai senza pena.
Il Signore ci aiuti a scegliere bene. Allora il nostro ve­nerdì santo sfocerà nella Pasqua di gioia e di gloria. Per­ché questa è la fede: ripercorrere sino in fondo, sino al lie­to fine, la vicenda salvifica del Crocifisso Risorto.




O Cristo, Verbo del Padre,
glorioso re delle vergini,
luce e salvezza del mondo,
in te crediamo.
Cibo e bevanda di vita,
balsamo, veste, dimora,
forza, rifugio, conforto,
in te speriamo.
Illumina col tuo Spirito
l'oscura notte del male,
orienta il nostro cammino
incontro al Padre. Amen.





venerdì 31 gennaio 2014

Il male esiste? - Aneddoto attribuito ad Albert Einstein

 Germania, primi anni del XX secolo. 
Durante una conferenza tenuta per gli studenti universitari, un professore ateo dell'Università di Berlino lancia una sfida ai suoi alunni con la seguente domanda:
"Dio ha creato tutto quello che esiste?"
Uno studente diligentemente rispose: "Sì certo!".
"Allora Dio ha creato proprio tutto?" - Replicò il professore.
"Certo!", affermò lo studente.
Il professore rispose: "Se Dio ha creato tutto, allora Dio ha creato il male, poiché il male esiste e, secondo il principio che afferma che noi siamo ciò che produciamo, allora Dio è il Male".
Gli studenti ammutolirono a questa asserzione. Il professore, piuttosto compiaciuto con se stesso, si vantò con gli studenti che aveva provato per l’ennesima volta che la fede religiosa era un mito.
Un altro studente alzò la sua mano e disse: "Posso farle una domanda, professore?".
"Naturalmente!" - Replicò il professore.
Lo studente si alzò e disse: "Professore, il freddo esiste?".
"Che razza di domanda è questa? Naturalmente, esiste! Hai mai avuto freddo?". Gli studenti sghignazzarono alla domanda dello studente.
Il giovane replicò: "Infatti signore, il freddo non esiste. Secondo le leggi della fisica, ciò che noi consideriamo freddo è in realtà assenza di calore. 

Ogni corpo od oggetto può essere studiato solo quando possiede o trasmette energia ed il calore è proprio la manifestazione di un corpo quando ha o trasmette energia. Lo zero assoluto (-273 °C) è la totale assenza di calore; tutta la materia diventa inerte ed incapace di qualunque reazione a quella temperatura. Il freddo, quindi, non esiste. Noi abbiamo creato questa parola per descrivere come ci sentiamo... se non abbiamo calore".
Lo studente continuò: "Professore, l’oscurità esiste?".
Il professore rispose: "Naturalmente!".
Lo studente replicò: "Ancora una volta signore, è in errore, anche l’oscurità non esiste. L’oscurità è in realtà assenza di luce. Noi possiamo studiare la luce, ma non l’oscurità. Infatti possiamo usare il prisma di Newton per scomporre la luce bianca in tanti colori e studiare le varie lunghezze d’onda di ciascun colore. Ma non possiamo misurare l’oscurità. Un semplice raggio di luce può entrare in una stanza buia ed illuminarla. Ma come possiamo sapere quanto buia è quella stanza?
Noi misuriamo la quantità di luce presente. Giusto? L’oscurità è un termine usato dall’uomo per descrivere ciò che accade quando la luce... non è presente".
Finalmente il giovane chiese al professore: "Signore, il male esiste?".
A questo punto, titubante, il professore rispose, “Naturalmente, come ti ho già spiegato. Noi lo vediamo ogni giorno. E’ nella crudeltà che ogni giorno si manifesta tra gli uomini. Risiede nella moltitudine di crimini e di atti violenti che avvengono ovunque nel mondo. Queste manifestazioni non sono altro che male".
A questo punto lo studente replicò:

"Il male non esiste, signore, o almeno non esiste in quanto tale. Il male è semplicemente l’assenza di Dio. E’ proprio come l’oscurità o il freddo, è una parola che l’uomo ha creato per descrivere l’assenza di Dio. Dio non ha creato il male. Il male è il risultato di ciò che succede quando l’uomo non ha l’amore di Dio presente nel proprio cuore. 
E’ come il freddo che si manifesta quando non c’è calore o l’oscurità che arriva quando non c’è luce". 
Il giovane fu applaudito da tutti in piedi e il professore, scuotendo la testa, rimase in silenzio. 
Il rettore dell'Università si diresse verso il giovane studente e gli domandò: "Qual è il tuo nome?". 
"Mi chiamo, Albert Einstein, signore!" - Rispose il ragazzo.




"Nasciamo, per così dire, provvisoriamente, 
da qualche parte; 
soltanto a poco a poco 
andiamo componendo in noi 
il luogo della nostra origine, 
per nascervi dopo, 
e ogni giorno più definitivamente".

Rainer Maria Rilke, Lettere milanesi 

Dipinto: (Richard Edward Miller)

I gesti eclatanti compiuti da poche persone fanno molto clamore ma non cambiano il mondo.
Sono i piccoli gesti compiuti quotidianamente da milioni di persone che cambiano veramente il mondo. 

(Agostino Degas) 


Educare non significa solo dire all’altro:
“Fai così”. 

Ma dirgli:
“Fai questo con me”.

cardinale Angelo Scola


Buona giornata a tutti :-)