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sabato 11 maggio 2013

Atto di affidamento e consacrazione dei sacerdoti al Cuore Immacolato di Maria - papa Benedetto XVI

Madre Immacolata,
in questo luogo di grazia,
convocati dall'amore del Figlio tuo Gesù,
Sommo ed Eterno Sacerdote, noi,
figli nel Figlio e suoi sacerdoti,
ci consacriamo al tuo Cuore materno,
per compiere con fedeltà la Volontà del Padre.

Siamo consapevoli che, senza Gesù,
non possiamo fare nulla di buono (cfr Gv 15,5)
e che, solo per Lui, con Lui ed in Lui,
saremo per il mondo
strumenti di salvezza.

Sposa dello Spirito Santo,
ottienici l'inestimabile dono
della trasformazione in Cristo.
Per la stessa potenza dello Spirito che,
estendendo su di Te la sua ombra,
ti rese Madre del Salvatore,
aiutaci affinché Cristo, tuo Figlio,
nasca anche in noi.

Possa così la Chiesa
essere rinnovata da santi sacerdoti,
trasfigurati dalla grazia di Colui
che fa nuove tutte le cose.

Madre di Misericordia,
è stato il tuo Figlio Gesù che ci ha chiamati
a diventare come Lui:
luce del mondo e sale della terra
(cfr Mt 5, 13-14).

Aiutaci,
con la tua potente intercessione,
a non venir mai meno a questa sublime vocazione,
a non cedere ai nostri egoismi,
alle lusinghe del mondo
ed alle suggestioni del Maligno.

Preservaci con la tua purezza,
custodiscici con la tua umiltà
e avvolgici col tuo amore materno,
che si riflette in tante anime
a te consacrate
diventate per noi
autentiche madri spirituali.

Madre della Chiesa,
noi, sacerdoti,
vogliamo essere pastori
che non pascolano se stessi,
ma si donano a Dio per i fratelli,
trovando in questo la loro felicità.

Non solo a parole, ma con la vita,
vogliamo ripetere umilmente,
giorno per giorno,
il nostro "eccomi".

Guidati da te,
vogliamo essere Apostoli
della Divina Misericordia,
lieti di celebrare ogni giorno
il Santo Sacrificio dell'Altare
e di offrire a quanti ce lo chiedono
il sacramento della Riconciliazione.
Avvocata e Mediatrice della grazia,
tu che sei tutta immersa
nell'unica mediazione universale di Cristo,
invoca da Dio, per noi,
un cuore completamente rinnovato,
che ami Dio con tutte le proprie forze
e serva l'umanità come hai fatto tu.

Ripeti al Signore
 l'efficace tua parola:
"non hanno più vino" (Gv 2,3),
affinché il Padre e il Figlio riversino su di noi,
come in una nuova effusione,
lo Spirito Santo.

Pieno di stupore e di gratitudine
per la tua continua presenza in mezzo a noi,
a nome di tutti i sacerdoti,
anch'io voglio esclamare:
"a che cosa devo che la Madre del mio Signore
venga a me?" (Lc 1,43)

Madre nostra da sempre,
non ti stancare di "visitarci",
di consolarci, di sostenerci.
Vieni in nostro soccorso
e liberaci da ogni pericolo
che incombe su di noi.

Con questo atto di affidamento e di consacrazione,
vogliamo accoglierti in modo
più profondo e radicale,
per sempre e totalmente,
nella nostra esistenza umana e sacerdotale.

La tua presenza faccia rifiorire il deserto
delle nostre solitudini e brillare il sole
sulle nostre oscurità,
faccia tornare la calma dopo la tempesta,
affinché ogni uomo veda la salvezza
del Signore,
che ha il nome e il volto di Gesù,
riflesso nei nostri cuori,
per sempre uniti al tuo!
Così sia!

Benedetto PP.XVI

Preghiera del Papa nella chiesa della Santissima Trinità di Fatima


Fatima, mercoledì, 12 maggio 2010. 
Testo della preghiera pronunciata dal Santo Padre Benedetto XVI in occasione dell'Atto di affidamento e consacrazione dei sacerdoti al Cuore Immacolato di Maria, nella chiesa della Santissima Trinità di Fatima.



La testimonianza di un sacerdozio vissuto bene, nobilita la Chiesa, suscita ammirazione nei fedeli, è fonte di benedizioni per la Comunità, è la migliore promozione vocazionale, il più autentico invito perchè anche altri giovani rispondano positivamente agli appelli del Signore.
E' la vera collaborazione in vista della costruzione del Regno di Dio. "Penso che nessuno di noi sarebbe diventato sacerdote se non avessimo conosciuto sacerdoti convincenti nei quali ardeva il fuoco dell'amore di Cristo."

(Papa Benedetto XVI)


Beato Martín Martínez Pascual, anni 25, 18 agosto 1936, Valdealgorfa

“L’uomo è come un libero specchio 
si trasforma a immagine
Di ciò in cui affissa lo sguardo,
prende la forma da ciò che guarda”

- San Gregorio di Nissa -


La foto-agenzia EFE, riflette il volto di un sacerdote spagnolo, catturato dai miliziani repubblicani durante la guerra civile spagnola, alcuni momenti prima di essere fucilato il 18 di agosto del 1936. 
L'autore dell'istantanea è il fotografo tedesco Hans Gutmann. 
Il sacerdote dell'immagine è il beato Martín Martínez Pascual presbitero e martire, membro della Società di Sacerdoti Operai Diocesani. La fotografia l'aveva nel suo ufficio il Decano della Facoltà di Teologia di Madrid San Dámaso, Pablo Dominguez, morto qualche tempo fa in un incidente di montagna. Su questa fotografio, Pablo affermò: "La ottenni a Mosca, in un congresso. Mi piacque e, leggendo le frasi del riquadro, mi interessai alla cosa ancora di più. È la fotografia - mentre lo spiegava gli brillavano gli occhi, si sentiva emozionato e con voglia di imitarlo; sembrava che parlasse di sé - di un sacerdote spagnolo, il Beato Martín Martínez, operaio diocesano, naturale di Valdealgorfa (Teruel), diocesi di Saragozza. 

Fissatevi bene sul suo sguardo fermo, le braccia, sicuro e coraggioso..."

Beatificato, insieme ad altri otto sacerdoti, membri della Fraternità dei Sacerdoti Operai Diocesani del Cuore di Gesù,  il 1° ottobre 1995, da papa Giovanni Paolo II, che vanno ad aggiungersi all’ormai numeroso elenco di sacerdoti, religiosi, suore, vescovi, seminaristi e novizi, beatificati come martiri della sanguinaria e feroce guerra civile spagnola, 1936-1939,  storia recente della cattolicissima Spagna.




(Sui sacerdoti). I sacerdoti sono superiori sia agli angeli sia ai re…
Se incontro un sacerdote insieme a un angelo, per primo saluterò il sacerdote e, in seguito, l’angelo…
Io, non oso disapprovare nessun sacerdote, perché i sacerdoti hanno Cristo che li giudica e per ogni loro manchevolezza il nostro Cristo tiene un randello d’acciaio…
(Ma) Se aspiri a diventare sacerdote perché ti sembra una comoda occupazione, oppure per soddisfare la tua gloria personale, Dio ti condannerà e spedirà la tua anima all’inferno dove brucerà in eterno… Il sacerdote che con una mano tiene il santo Vangelo e con l’altra dice bugie e bestemmie è condannato per l’eternità e farebbe bene ad allontanarsi invocando la misericordia dell’Altissimo, perché è meglio che uno vada in Paradiso senza la stola sacerdotale piuttosto che stare all’inferno per l’eternità con la stola.
Un sacerdote impuro che compie azioni peccaminose, non svolge il suo dovere e invece cerca di salire nella gerarchia della Chiesa con il denaro, deve tenere presente che con azioni simili compra un posto all’inferno.

San Kosmas di Etolia 



11 Maggio  - Maria Vergine sostegno e difesa della Nostra Fede

Fioretto

Oggi reciterai tre volte il Credo durante la giornata. Al mattino appena alzato. A mezzogiorno prima del pranzo. Alla sera prima di dormire. Lo farai da solo o insieme agli altri e se possibile, in ginocchio, davanti ad un'immagine della Madonna, in segno di penitenza e pentimento.


Preghiera

Dio onnipotente ed eterno, che nella beata Vergine Maria, gloriosa madre del tuo Figlio, hai dato un sostegno e una difesa a quanti la invocano, concedi a noi per sua intercessione di essere forti nella fede, saldi nella speranza, perseveranti nel tuo amore. Per Cristo nostro Signore. Amen