venerdì 23 ottobre 2020

La buona medicina è fatta anche di speranza - Prof.Matteo Bassetti

La speranza è essenziale per la vita ed è una straordinaria medicina.

Sono convinto che il medico debba essere portatore di speranza e la sua umanità sia la prima chiave d’accesso all’umanità del malato o del potenziale malato.

Qui il fattore personale diventa fattore professionale, non inferiore alla preparazione tecnico- scientifica.

La speranza è quasi una necessità biologica dell’individuo. La gente ne ha un grande bisogno e nessuno ha il diritto di togliergliela, ma ha il dovere di mantenerla viva.
Il che non significa dare illusioni e sogni, non è un non dire la verità, ma fargli capire che non resterà mai solo nei momenti difficili e che oggi il sistema sanitario è più pronto a gestire l’infezione.
E, poiché la medicina non è una scienza esatta, ci sarà sempre un margine di ottimismo su cui puntare. 

Un medico è completo se unisce tecnica e umanità e sa dare al suo paziente anche questi messaggi.
I malati ascoltano chi li cura o li curerà e traggono fiducia e speranza, oltre che dalle parole, anche dal loro atteggiamento.

Il malato non vuole atteggiamenti autoritari, distaccati, irritazione, indisponibilità al colloquio, ma calore e comprensione per guardare a un futuro di speranza.

La buona medicina è fatta anche da tutte queste cose. 

- Professore Matteo Bassetti -  

direttore della Clinica Malattie Infettive dell'Ospedale San Martino di Genova (Italy)


Ha scritto il sociologo Mauro Magatti: “Gli storici dicono che le grandi epidemie – insieme alle guerre e alle carestie – hanno la forza di scuotere intere civiltà provocandone la rigenerazione morale e spirituale”. Forse è davvero questa la speranza da coltivare insieme: dopo la grande tribolazione arriverà la ripartenza, che possiamo preparare attraverso una riflessione condivisa sui “fondamentali” del vivere insieme, oltre ai gesti di vicinanza e di solidarietà che già ora condividiamo con la comunità delle donne e degli uomini del nostro tempo.


Il tributo a Cesare va pagato, perché l’immagine sulla moneta è la sua; ma l’uomo, ogni uomo, porta in sé un’altra immagine, quella di Dio, e pertanto è a Lui, e a Lui solo, che ognuno è debitore della propria esistenza (anche Cesare n.d.r).

- papa  Benedetto XVI - 


Buona giornata a tutti. :-)

www.leggoerifletto.it






 



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