sabato 25 novembre 2017

Riempire la vita di preghiera - card. Karl Kasper

La preghiera è la prima e più importante espressione della fede in Dio.
È per così dire il “caso serio” della fede, da cui come da una sorgente scaturisce tutto il resto, la sua forza, il suo ordine e il suo slancio.
Pregare vuol dire: parlare con questo Dio come con un buon amico. 
Così afferma Teresa d’Ávila. Pregare vuol dire anche parlare con Dio stesso anche se non lo vediamo, non lo sentiamo e non lo possiamo toccare. 
Tuttavia egli è qui. È più reale di quanto noi definiamo reale. 
Nessuno può vivere come cristiano senza pregare. 
Chi non prega, perde il proprio intimo, perde il proprio centro, smarrisce il suo orientamento. Se noi in quanto cristiani siamo convinti della nostra fede, allora sappiamo che nessuno di noi ha fatto se stesso, il mondo non si è fatto da solo.
C’è uno, Dio, che ha voluto me e te, che ha creato noi e il mondo e che in ogni momento ci mantiene in vita. Perché? Perché ci ama. Egli ci vuole e ci desidera, dice sì a noi e ci dona la vita. 
Non ci resta che dire: “Caro Signore, grazie”. Ti ringrazio perché sei qui, mi vuoi anche quando forse altri ci abbandonano. Ti ringrazio perché tu sei qui e a te posso dire tutto quello che mi rallegra e quello che a volte mi affligge.
Dio ci ama a tal punto che ha voluto essere in mezzo a noi. In Gesù Cristo è diventato lui stesso uomo, come lo siamo noi, ad esclusione del peccato. 
Ha voluto essere nostro amico e fratello, condividere tutto con noi. 
Ha dato persino la sua vita per noi, per redimerci e donarci la vita.
La vita di Gesù è una continua preghiera. Come Gesù parla di Dio, come egli risana gli uomini, come egli va agli uomini e li provoca – tutto parla di Dio come amico degli uomini.
Per pregare dobbiamo prepararci, fare silenzio, non tenere semplicemente chiusa la bocca, ma raccoglierci e avere Dio davanti allo sguardo. Egli è il Padre e l’amico della nostra vita. Abbiamo bisogno di silenzio nella messa e nella meditazione personale.
Bisogna prendersi del tempo per la preghiera e farlo regolarmente.
Bisogna crearsi un ordine per la preghiera, che sia come un corrimano per la giornata e per la settimana.
Il mattino e la sera, la preghiera per la mensa, la messa domenicale, le giornate di ritiro gli esercizi spirituali sono i luoghi dell’amicizia con Dio. Pregare rende liberi e gioiosi.


Testo tratto dal libro Wer glaubt, zittert nicht del card. Karl Kasper, Herder 2009. 


Non dobbiamo pregare per portare Dio dalla nostra parte (Dio è già per noi!),ma per avere la fede e la forza di metterci dalla parte di Dio.



Custodite nelle vostre case la Bibbia,
leggete, approfondite e comprendete pienamente le sue pagine,
trasformatele in preghiera e testimonianza di vita,
ascoltatela con amore e fede nella liturgia.
Create il silenzio
per ascoltare con efficacia la Parola del Signore
e conservate il silenzio dopo l'ascolto,
perché essa continuerà a dimorare,
a vivere e a parlare a voi.
Fatela risuonare all'inizio del vostro giorno
perché Dio abbia la prima parola
e lasciatela echeggiare in voi alla sera
perché l'ultima parola sia di Dio.

- Sinodo dei Vescovi 2008 -


Buona giornata a tutti. :-)