«Trovo bella la vita, e mi sento libera. I
cieli si stendono dentro di me come sopra di me. Credo in Dio e negli uomini e
oso dirlo senza falso pudore. La vita è difficile, ma non è grave. Dobbiamo
prendere sul serio il nostro lato serio, il resto verrà allora da sé: e
"lavorare se stessi" non è proprio una forma di individualismo
malaticcio.
Una pace futura potrà esser veramente tale
solo se prima sarà stata trovata da ognuno in se stesso – se ogni uomo si sarà
liberato dall'odio contro il prossimo, di qualunque razza o popolo, se avrà
superato quest'odio e l'avrà trasformato in qualcosa di diverso, forse alla
lunga in amore se non è chiedere troppo. È l'unica soluzione possibile. E così
potrei continuare per pagine e pagine. Quel pezzetto d'eternità che ci portiamo
dentro può esser espresso in una parola come in dieci volumi. Sono una persona felice
e lodo questa vita, la lodo proprio, nell'anno del Signore 1942, l'ennesimo
anno di guerra.
Dal Diario di Etty Hillesum (20 giugno 1942)
"Mio Dio, prendimi per mano, ti seguirò
da brava, non farò troppa resistenza. Non mi sottrarrò a nessuna delle cose che
mi verranno addosso in questa vita, cercherò di accettare tutto e nel modo
migliore. Il calore e la sicurezza mi piacciono, ma non mi ribellerò se mi
toccherà stare al freddo purché tu mi tenga per mano andrò dappertutto allora,
e cercherò di non avere paura. E dovunque mi troverò, io cercherò di irraggiare
un po’ di quell’amore, di quel vero amore per gli uomini che mi porto dentro.
Una volta che si comincia a camminare con Dio si continua semplicemente a
camminare e la vita diventa un’unica, lunga passeggiata".
Etty Hillesum, da Diario - Traduzione di
Chiara Passanti
"Se un uomo delle SS dovesse prendermi a
calci fino alla morte, io alzerei ancora gli occhi per guardarlo in viso, e mi
chiederei, con un’espressione di sbalordimento misto a paura, e per puro
interesse nei confronti dell’umanità: Mio Dio, ragazzo, che cosa mai ti è
capitato nella vita di tanto terribile da spingerti a simili azioni?"
- Etty Hillesum -
A sera tardi, quando il giorno si è
inabissato dietro di noi, mi capita spesso di camminare lungo il filo spinato e
dal mio cuore s’innalza sempre una voce che dice: «La vita è una cosa splendida
e grande. A ogni nuovo crimine o orrore dovremo opporre un nuovo pezzetto
d’amore e di bontà che avremo conquistato in noi stessi. Possiamo soffrire ma
non dobbiamo soccombere».
- Etty Hillesum -
“Sappilo, Dio: farò del mio meglio. Non mi
sottrarrò a questa vita. Continuerò ad agire e a tentare di sviluppare tutti i
doni che ho, se li ho. Non saboterò nulla. Di tanto in tanto, però, dammi un
segno. E fa’ in modo che esca da me un po’ di musica, fa’ in modo che trovi una
forma ciò che è in me, che lo desidera così tanto.”
(nata il 15 gennaio 1914, morta il 30 novembre 1943 ad Auschwitz)
sia nell'amore,
nell'amore per gli altri,
nell'amore per la natura,
nell'amore per la bellezza,
nell'amore per la verità.
Credo che l'amore
sia la forza più grande che ci sia,
la forza che ci fa andare avanti,
che ci fa sperare,
che ci fa credere
che la vita ha un senso.
Etty Hillesum, “Lettere e scritti dal campo di concentramento” - 1942-1943

