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giovedì 19 settembre 2013

genitore 1, genitore 2

Caro genitore 1, oggi era il mio primo giorno di scuola.

Siccome sei via con genitore 4 in Pakistan per andare a trovare genitore 3 della mia sorellina\fratellino\altro, così a portarmi in classe sono stati il mio genitore 3 e genitore 2. C’è stata una scena buffa perché genitore 1 di genitore 4 era convinto che tu e genitore 4 aveste chiesto invece a lei\lui\altro di portarmi, e così era partito con il\la suo\a compagno\a\altro per venirmi a prendere. Si è anche un poco arrabbiato\a perché aveva promesso a genitore 3 di genitore 1 e a genitore 2 di genitore 4  di andare poi tutti assieme a fare shopping, ma poi alla fine ha capito e se ne è andato\a. Il viaggio è stato un poco noioso perché c’era anche genitore 3 che ha sparlato di genitore 6 tutto il tempo, ma non il mio genitore 6, quello\a di mio\a sorella\fratello\altro.
Quando siamo arrivati a scuola  era pieno di genitori, soprattutto 1 e 2. La mia classe è spaziosa e siamo tanti bambini\bambine\altro. Hanno fatto firmare il diario ai genitori. Il\la maestro\a ha detto che ci voleva una pagina più grande, tutti hanno riso ma non l’ho capita bene anche perché il mio genitore 5 è in India e il 6 non l’ho mai neanche visto.
Ho raccontato che genitore 5 non sa scrivere e firma con una croce, e il\la maestro\a si è arrabbiato\a perché ha detto che croce non si può dire perché è omofobia.
Poi ognuno di noi doveva decidere in quale bagno andare, in quello dei maschietti, delle femminucce o altro, solo che il bagno altro non c’è perché il ministero non ha dato ancora i fondi a causa delle scuole private. E’ stato molto divertente perché io e tutti i miei amici abbiamo deciso che avremmo usato il bagno delle femminucce, allora i maestri si sono arrabbiati perché hanno detto che non potevamo decidere tutti per uno e bisognava dividersi, e i genitori si sono arrabbiati perché era un nostro diritto decidere. Non ho mica capito alla fine se posso andare al bagno o no. 
Alla fine abbiamo fatto lezione e ci hanno fatto colorare e gonfiare degli strani palloncini. Lì non ho capito tanto, hanno detto che avrebbero spiegato tutto poi l’importante era abituarsi, ma credo che siano le cose che mi hai già fatto vedere tu.
Mi sono tanto divertito\a!
A prendermi alla fine c’era il mio genitore 2 e un\una signore\signora\altro che lui\lei\altro ha detto che forse sarebbe diventato\a il mio nuovo genitore. Genitore 1, ma come faccio? Io so contare solo fino a 6!
Ciao ciao, tuo\a\altro Fufi.





L’amore dell’uomo e della donna è all’origine della famiglia umana e la coppia formata da un uomo e da una donna ha il suo fondamento nel disegno originario di Dio (cfr Gn 2,18-25). 
Imparare ad amarsi come coppia è un cammino meraviglioso, che tuttavia richiede un tirocinio impegnativo. Il periodo del fidanzamento, fondamentale per costruire la coppia, è un tempo di attesa e di preparazione, che va vissuto nella castità dei gesti e delle parole. 

Papa Benedetto XVI - Messaggio ai giovani GMG 2007




L’amore materno fa sentire al bambino che è bello essere nato; instilla nel bambino l’amore per la vita e non solo il desiderio di restare vivo. La stessa idea può essere applicata ad un altro simbolismo biblico. La terra promessa (terra è sempre simbolo di madre) è descritta come “traboccante di latte e di miele”.
Il latte è il simbolo del primo aspetto dell’amore, quello per le cure e l’affermazione; il miele simboleggia la dolcezza della vita, l’amore per essa, e la felicità di sentirsi vivi.
La maggior parte delle madri è capace di dare “latte”, ma solo una minoranza di dare anche “miele”.
Per poter dare latte una madre non deve soltanto essere una “brava mamma”, ma una donna felice, e non tutte ci riescono. 
L’amore della madre per la vita è contagioso, così come lo è la sua ansietà; ambedue gli stati d’animo hanno un effetto profondo sulla personalità del bambino; si distinguono subito tra i bambini - e gli adulti – coloro che ricevono soltanto “latte” e coloro che ricevono “latte e miele”.

da "L’arte d’amare” di Erich Fromm






Nel matrimonio tra uomo e donna sono radicati “la paternità e la maternità, è solo nel contesto della coniugalità che la nuova persona umana può essere introdotta nell’universo dell’essere in modo adeguato alla sua dignità. Non è prodotta, ma generata. E’ attesa come dono, non esigita come un diritto”.

Card. Caffarra



“Nella gioia e nel dolore, in salute e in malattia.”

Questa foto esprime a pieno il significato della frase sopra.
L'amore quando è VERO dura per SEMPRE, nonostante tutte le difficoltà che ci sono e che ci saranno.


Buona giornata a tutti :-)