giovedì 19 maggio 2011

Francesco ottiene l'indulgenza plenaria… - Julien Green

Per parte sua Francesco si rimise in cammino per rientrare alla Porziuncola. Lui pure dovette interrogarsi su tutti gli avvenimenti di cui era stato testimone. Presentato a Onorio III, che cosa aveva ottenuto da  quel vegliardo buono ma prudente? Delle parole d’ incoraggiamento e una benedizione. Era una buona cosa, era molto, ma non abbastanza. Intanto si stava preparando qualcosa di un’ importanza considerevole.
Qui dobbiamo affidarci al racconto di un francescano, frate Bartholi di Assisi, che un secolo più tardi, nel 1335, descrive una visione di Francesco: mentre era in preghiera nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, una notte di quello stesso mese di luglio, gli apparve  Cristo con sua Madre, invitandolo a chiedere una grazia che glorificasse Dio e salvasse gli uomini, e per questo motivo doveva ritornare subito a Perugia a presentare al papa la sua richiesta. Francesco non seppe resistere al desiderio di chiedere una cosa enorme, a misura del suo cuore. Anche senza quella visione, ci sembra capace di arrivare ai limiti estremi dell’audacia quando si tratta della carità. Salvare l’umanità…
Come non ricordare la preghiera fatta a sua volta dal padre Foucauld: “Dio mio, fate che tutti gli uomini si salvino!”.
         Fu in questo stato d’animo che Francesco, in compagnia di frate Masseo, si ripresentò al signor papa. Il suo piano era ben preciso.
Forte del permesso di Cristo, intendeva chiedere un’indulgenza gigantesca.
A Perugia ottiene udienza. Non si dimentica uno sguardo come il suo, ed ecco Francesco ai piedi di Onorio. Davanti ai suoi cardinali il papa gli domanda il motivo della sua visita.
Segue il dialogo incredibile del quale ci è pervenuta qualche frase. Francesco vuole un’indulgenza molto importante. Pare di vedere il sorriso sul volto del vecchio.
“Un’indulgenza? Di quanti anni?”
“Non sono anni che chiedo, ma anime”.
Il linguaggio è insolito e il papa ha bisogno di spiegazioni.
“Spiegati, figlio mio”.
“Santo Padre, che ogni fedele assolto e contrito che supera la soglia di Santa Maria degli Angeli alla Porziuncola ottenga il perdono di tutti i suoi peccati e la remissione delle pene attinenti!”.
Il perdono totale di tutti i peccati e il condono delle pene è l’indulgenza concessa ai crociati che vanno a battersi  per Cristo. Francesco lo sa, ma l’ideale della cavalleria è ancora vivo nel suo cuore. E’ pronto a battagliare se necessario. Malgrado lo stupore del papa, c’è nella presenza di Francesco qualcosa che fa cadere le obiezioni. Tuttavia una richiesta così stupefacente esige una matura riflessione. Come si poteva aspettare, i cardinali mormorano; una simile indulgenza concessa a tutti diminuirà il privilegio dei crociati e provocherà del malcontento se non delle defezioni.
Allora Francesco ricorre al suo argomento più forte: è Cristo stesso che l’ha incaricato di fare questa richiesta al papa. Come tener testa a un santo che ha un mandante così  straordinario? Onorio cede, ma tiene conto delle critiche del Sacro Collegio. L’eccezionale indulgenza non potrà essere ottenuta che una volta all’anno, il 2 agosto. Francesco non chiede di più. Pazzo di gioia, vede già le moltitudini che passano per la chiesa della Vergine, strappate alla morte eterna e, dopo aver detto al papa la sua riconoscenza, si accomiata.
“Piccolo uomo semplice” gli grida il papa, commosso per il suo candore “te ne vai senza l’autorizzazione scritta!”.
Francesco ha cambiato parere sul valore delle pergamene e delle segnature dopo il suo colloquio con Innocenzo III? La sua risposta è pronta  e di tono esemplare: “Se questa indulgenza è di Dio, la Santa Vergine è la Carta e il Signore Gesù Cristo il notaio”.
Qualche tempo dopo, fra i lebbrosi di Collestrada dove si fermò sulla strada del ritorno, vide in sogno il Signore che confermava l’approvazione del papa, e il 2 agosto, nella chiesa della Porziuncola, proclamò lui stesso l’indulgenza. Sette vescovi si trovavano là per essere consacrati e rimasero certo perplessi. Raggiante, Francesco esclamò: “Vi manderò tutti in Paradiso”.
(Julien Green)
Fonte: San Francesco di J.Green, Rizzoli 1984, pp 152-153

Biografia: http://it.wikipedia.org/wiki/Julien_Green
La Predica davanti ad Onorio III
Giotto (1290-1295) Affresco

Basilica superiore di Assisi, Italy
Questo episodio appartiene alla serie della Legenda maior (XII,7) di san Francesco: "Quando San Francesco, al cospetto del papa Onorio III  e dei cardinali, predicò con tale devozione e tale efficacia da apparire evidente che  parlasse  per divina ispirazione."



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