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lunedì 17 febbraio 2014

Avrei potuto amarti... da Madame Bovary - Flaubert Gustave

Avrei potuto amarti in modo più
piacevole per te. Infatuarmi della
tua superficie e restar là. E' quello
che tu hai voluto a lungo. 
Ebbene no. Io sono andato al fondo.
Non ho ammirato quello che tu mostravi,
che tutti potevano vedere, che stupiva
il pubblico. Sono andato al di là e ho
scoperto dei tesori. Un uomo che tu
avessi sedotto e dominato non si
godrebbe come me il tuo cuore in
ogni suo recesso. Quello che provo
per te non è un frutto d'estate dalla
buccia liscia, che cade dal ramo al
minimo soffio e sparge sull'erba il
suo succo vermiglio. Ha a che fare
con il tronco, con la scorza dura
come una noce di cocco, o guarnita
di spine come i fichi d'india. Fa male
alle dita, ma contiene del latte.

"Gustave Flaubert - Lettera a Luoise Colet"





L'amore consiste in questo,
che due solitudini
si proteggono a vicenda,
si toccano,
si salutano.

- Rainer Maria Rilke -



Non avevano nient'altro da dirsi? 

I loro occhi, però, traboccavano
di parole più gravi. Mentre si
sforzavano di trovare frasi banali,
si sentivano riempire tutti e due
da uno stesso languore. Era come
un mormorio dell'anima, profondo,
continuo, che l'aveva vinta sulla 
voce. Stupiti da questo nuovo,
soave sentimento, non pensavano
neppure a spiegarne il senso, a 
scoprirne la causa. Le felicità
future, come le rive dei tropici,
proiettavano, sulla immensità che
le precede, il loro molle sentore
come una brezza profumata: si
scivola in quell'estasi e non importa
se l'orizzonte non si vede.


(Gustave Flaubert)

Fonte: Madame Bovary





La tua lingua, la tua saggia lingua che inventa la mia pelle,
la tua lingua di fuoco che mi incendia,
la tua lingua che crea l’istante di follia, 
il delirio del corpo innamorato,
la tua lingua, sacra frusta, dolce brace,
invocazione degli incendi che mi strappa a me stesso, 
e mi trasforma, la tua lingua di carne senza pudore,
la tua lingua di resa che mi richiede tutto, 
la tua molto mia lingua,
la tua bella lingua che elettrizza le mie labbra, 
che rende tuo il mio corpo da te purificato,
la tua lingua che mi esplora e che mi scopre,
la tua splendida lingua che sa dire pure che mi ama.

- Darío Jaramillo Agudelo -



Siamo come scrigni pieni di tesori.
Seppelliti in posti segreti.
Abbandonati in fondo all'anima.
Scrigni chiusi in attesa della mappa
giusta ad indicarne la via. 

Per non perderli. E perdersi.
Perchè non ha senso avere tutto questo amore dentro

 e nessuno di speciale.
Unico... a cui donarlo fuori.























Buona giornata a tutte :-)