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martedì 2 aprile 2013

Dio di giustizia, di potenza, d'amore e misericordia - Martin Luther King

Cercate di fare bene oggi senza pensare al giorno seguente, poi, il giorno seguente, cercate di fare lo stesso. - San Francesco di Sales -

A volte abbiamo bisogno di sapere che il Signore è un Dio di giustizia: 

quando i giganti dormienti del­l’ ingiustizia si levano sulla terra, abbiamo bisogno di sapere che vi è un Dio di potenza che può falciarli come l’erba e come l’erba verde lasciarli appassire. 

Quando i nostri più instancabili sforzi non riescono ad arrestare l’insorgente attacco dell’oppressione, abbiamo bisogno di sapere che in questo universo vi è un Dio la cui invincibile forza è un’adeguata antitesi della vile debolezza dell’uomo. 

Ma si danno casi in cui abbiamo bisogno di sapere che il nostro è un Dio di amore e di misericordia. 

Quando siamo sbattuti dai gelidi venti dell’avversità e percossi dalle furiose tempeste della delusione, e quando nella nostra follia e nel nostro peccato ci sviamo in qualche lontana terra di perdizione e siamo frustrati a causa di uno strano sentimento di nostalgia, allora abbiamo bisogno di sape­re che vi è Qualcuno che ci ama, che ha cura di noi, che ci comprende e ci darà un’altra possibilità. 

Quando i giorni si fanno bui e le notti tetre, noi possiamo essere riconoscenti perché il nostro Dio riunisce nella sua natura una sintesi creativa di amore e giustizia che ci condurrà, attraverso l’oscura valle della vita, fino ai luminosi sentieri della speranza e dell’ adempi­mento.

(Martin Luther King)




"La Chiesa non è la padrona o la serva dello Stato, ma la coscienza dello Stato".
- Martin Luther King - 
premio Nobel per la Pace 1964





Scacchi

Dice: – Gli scacchi hanno regole certe.
Il re è legato mani e piedi,
è la regina che fa e disfà a suo piacimento.
Io preferisco la vita diagonale del pedone.
Negli scacchi non muore di rabbia il cavallo,
non c’è una rivolta di pedoni
né è possibile la follia passeggera
di un alfiere che uccide i suoi o se stesso
per disperazione o per amore.
E così accade che i pezzi rispondono
a un disegno esterno, alla mano che li muove.
Umano è soltanto l’arrocco,
il nascondersi quando fuggire non è possibile.
Che sarebbe dei pezzi, se fossero liberi?

- Martín López Vega -


Per gli uomini non vale che una sola legge ed un solo fine: la legge dell'amore ed il premio dell'amore. Tutto il resto è menzogna e vanità.

- Giorgio La Pira -



Non ti fidare, ragazzo mio, di quelli che promettono di farti ricco dalla mattina alla sera. 
Per il solito, o sono matti o imbroglioni! 

- Carlo Collodi - 







domenica 16 gennaio 2011

La città - Giorgio La Pira

Amate la vostra città come parte integrante, per così dire, della vostra personalità.
Voi siete piantati in essa, in essa saranno piantate le generazioni future che avranno da voi radice: è un patrimonio prezioso che voi siete tenuti a tramandare intatto, anzi migliorato ed accresciuto, alle generazioni che verranno.
Ogni città racchiude in sé una vocazione e un mistero.
Voi lo sapete: ognuna di esse è da Dio protetta da un angelo custode, come avviene per ciascuna persona umana.
Amatela come si ama la casa comune destinata a noi ed ai nostri figli.
Custoditene le piazze, i giardini, le strade, le scuole: fate che il volto di questa vostra città sia sempre sereno e pulito.
Sentitevi, attraverso di essa, membri di una stessa famiglia. Non vi siano fra voi divisioni essenziali che turbino la pace e l'amicizia: ma la pace, l'amicizia, la cristiana fraternità, fioriscano in questa città vostra. Ogni vostra casa sia come un giardino che ha terreno buono e che produce fiori e frutti; sono i fiori e i frutti delle virtù familiari, religiose e civili.
Un vivaio di grazia, di purezza, di affetto e di pace amorevole dove i germogli nuovi – i bambini – saranno custoditi come la pupilla dei vostri occhi e come la ricchezza suprema della città intera! E dove gli anziani trovino conforto sereno, amoroso tramonto!

(Giorgio La Pira)

 6 novembre 1954, Discorso ai fiorentini

9 gennaio 1904 Pozzallo (Ragusa)-5 novembre 1977 Firenze

Professore universitario, si consacra divenendo terziario domenicano. Critica il fascismo e condanna l’invasione della Polonia; ricercato dovrà fuggire e trovare rifugio in diverse città italiana. Tornerà a Firenze solo nel 1945, anno in cui diviene deputato dell’Assemblea Costituente. Per tre volte viene eletto sindaco di Firenze. Forte il suo impegno nella lotta contro gli sfrattati, per creare un’edilizia popolare pubblica, contro la disoccupazione e i licenziamenti. Anche in campo internazionale si fa riconoscere per il suo impegno per la pace. Nel 1959 invitato a Mosca, parla al Soviet Supremo in difesa della distensione e del disarmo. Nel 1965 si reca in Vietnam e incontra personalmente Ho Chi Minh battendosi per la fine della guerra. Tra il 1967 e il 1975 viene eletto presidente della Federazione Mondiale delle Città Unite impegnandosi per il dialogo fra le nazioni europee e per la decolonizzazione del Medio Oriente. La Pira pone la figura di Cristo vivente come riconciliatore di Dio. Importante la dimensione contemplativa nella vita interiore di cui, a causa dei suoi impegni politici, sente La mancanza. Chiede continuamente alle suore del Carmelo di pregare affinchè il suo impegno politico sia accompagnato dall’impegno spirituale. Papa Giovanni Paolo II, nel 1986, avvia la causa di beatificazione. Nell’ottobre 2007 le sue spoglie sono state traslate nella chiesa fiorentina di San Marco.