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domenica 12 maggio 2013

La matematica di mia madre - Padre Erminio Crìppa

Mia madre sa fare soltanto le quat­tro operazioni e credo non abbia mai sentito parlare dei logaritmi. Ma ha un'abilità tutta sua nel fare i conti per cui, tante volte, ho pen­sato che avesse fotografato nella memoria il regolo calcolatore.

La sua vita è un'addizione di sacri­fici; una sottrazione di sonno; e lei si moltiplica secondo la necessità, si divide in cento per aiutare tutti, e far sentire che lei c'è tutta per tut­ti.
Senza scrupolo, tutti le sottraggono la vita, il tempo, il cuore ed ella sente che il suo avvenire è tutto ipotecato; ma sorride e lascia fare, si lascia prender tutto e sempre.
Come la fontana del­la contrada che versa acqua a chi la vuole, anche di notte.
Nella sua matematica, crede di sbagliare a fare i conti se sottrae qualche cosa ai figli nella salute della loro anima e del loro corpo.
Vuole che tutti si diano dattorno e imparino presto a molti­plicarsi in tutto. Non vuole però che stiano in ozio o accarez­zino melanconie, perché dice che c'è una melanconia sola che può addizionare nella vita: quella del paradiso.
E se qualche cosa di buono c'era in noi, lei sapeva, a modo suo, elevare anche questo alla potenza che il cuore le suggeriva, con quella sfumatura indulgente di bontà, sufficiente a far capire che un'altra volta si sarebbe potuto fare ancora un po' di più.

Anche per i giochi di borsa usa la sua matematica delle quat­tro operazioni.
Compera azioni a poco prezzo, con un bacio, una carezza, una parola e, a forza di semplici addizioni, accumula un capi­tale nel tuo cuore che resta suo; ma ti restituisce poi nel gior­no in cui tu ne hai bisogno. 

(Padre  Erminio Crìppa - dehoniano)



Tanti anni fa ho conosciuto una donna, non l'avevo mai vista prima di allora e nemmeno lei, ma lei già mi amava di un amore infinito... incondizionato... non importava se fossi bello o brutto... simpatico o antipatico... affabile o lunatico... amava e basta... soffriva quando io soffrivo, era felice quando io ero felice non le importava nulla di se stessa perché io venivo prima di tutto, un'unica anima in due corpi... mi ci volle qualche anno per capire chi fosse questa donna che ancora ad oggi non mi ha mai tradito e mai ha smesso di amarmi come il primo giorno che venni al mondo... 
Il mondo sarebbe migliore se tutti amassimo come una madre ama il proprio figlio... sinceramente...

C. Cassani



Dipinto: (Vicente Romero)
 

Ciò che possiamo fare, in paragone a quanto ci viene dato, è sempre poco.

- Edith Stein -






"Da dove sono venuto? Dove mi hai trovato?"
Domandò il bambino a sua madre.
Ed ella pianse e rise allo stesso tempo e stringendolo al petto gli rispose:
"Tu eri nascosto nel mio cuore bambino mio, tu eri il suo desiderio.
Tu eri nelle bambole della mia infanzia,  in tutte le mie speranze, in tutti i miei amori, nella mia vita.
E per paura che tu fugga via, ti tengo stretto nel mio cuore."





Sono così, sai, le persone sensibili. Sentono il doppio, sentono prima.
Perchè esattamente un passo avanti al loro corpo, cammina la loro anima.