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giovedì 22 agosto 2013

Ma è il mio cuore amore mio - Rabindranath Tagore

I tuoi occhi m'interrogano tristi. 
Vorrebbero sapere i miei pensieri 
come la luna che scandaglia il mare. 
Dal principio alla fine ho denudato 
la mia vita davanti ai tuoi occhi, 
senza nulla celarti o trattenere. 
Ed è per questo che non mi conosci. 
Se fosse soltanto una gemma, 
la romperei in cento pezzi 
e con essi farei una catena 
da mettere attorno al tuo collo. 
Se fosse soltanto un fiore, 
rotondo e piccolo e dolce, 
lo coglierei dallo stelo 
per metterlo nei tuoi capelli. 
Ma è il mio cuore, mia diletta 
Dove sono le sue spiagge e il suo fondo? 
Di questo regno tu ignori i confini 
e tuttavia sei la sua regina. 
Se fosse solo un momento di gioia 
fiorirebbe in un facile sorriso, 
lo potresti capire in un momento. 
Se fosse soltanto un dolore 
si scioglierebbe in limpide lacrime, 
rivelando il suo più intimo segreto 
senza dire una sola parola. 
Ma è il mio cuore, amore mio. 
Le sue gioie e i suoi dolori 
sono sconfinati, e infiniti 
i suoi desideri e le sue ricchezze. 
Ti è vicino come la tua stessa vita, 
ma non puoi conoscerlo interamente.

(Rabindranath Tagore)





“Senza pensarci, Francisco la attrasse a sé e gli cercò le labbra. Fu un bacio casto, tiepido, lieve, tuttavia ebbe l’effetto di una scossa tellurica nei loro sensi. 
Entrambi percepirono la pelle dell’altro prima mai così precisa e vicina, la pressione delle loro mani, l’intimità di un contatto anelato fin dagli inizi del tempo. 
Li invase un calore palpitante nelle ossa, nelle vene, nell’anima, qualcosa che non conoscevano o che avevano del tutto scordato, perché la memoria della carne è fragile. 
A dire il vero fu appena un bacio, la suggestione di un contatto atteso e inevitabile, ma entrambi erano sicuri che quello sarebbe stato l’unico bacio che avrebbero potuto ricordare sino alla fine dei loro giorni, e fra tutte le carezze l’unica che avrebbe lasciato una traccia sicura nelle loro nostalgie.”


— D’amore e d’ombra, Isabelle Allende




Lo guardavo, e provavo un vivo piacere nel guardarlo, un piacere gradevole anche se intenso: oro puro con una punta di acciaio di agonia, come il piacere che prova un uomo che sta per morire di sete e sa che il pozzo a cui è arrivato trascinandosi è avvelenato, eppure si china e beve a piene mani.

Charlotte Brontë
(Jane Eyre)



E adesso, di nuovo, voglio te,
voglio la tua totale attenzione,
la tua biancheria
che scivola giù in fretta
e resta appesa a un piede,
e nella mia testa niente
se non essere dentro
l’unico luogo
che non ha un dentro
e non ha un fuori.

- Leonard Cohen -