domenica 23 ottobre 2011

... illumina... - Abate Zaverio Peyron

 Per comprendere quanto sia importante per noi questo primo incarico di illuminarci, basta considerare: 1) perché ci illumina, 2) su che cosa ci illumina, 3) come ci illumina.

Perché ci illumina:

a. perché la nostra mente è nata nell’ignoranza ed ottenebrata dal peccato originale, quindi soggetta a molti errori;

b. perché il demonio non dorme, ma è sempre attorno a noi per tentarci al male: cominciando da Adamo ed Eva fino ai nostri giorni, infinito è il numero dei caduti nella sua schiavitù.

Come si vede, l’opera dell’angelo custode di illuminarci non potrebbe essere più utile, né più provvidenziale. Riconosciamo dunque il dono prezioso che ci fa Dio dandoci l’angelo custode, maestro infallibile ed illuminato e restiamo prudenti e vigilanti sotto la sua guida, prudenti per udire solo la sua voce, vigilanti per invocarlo sovente.

Su che cosa ci illumina – L’angelo custode ci illumina su tutto quello che può essere di gloria a Dio e di bene delle anime nostre. Oltre episodi descritti nella Bibbia, sappiamo che molti santi, S. Ildegarda, S. Geltrude, S. Brigida, S. Francesco d’Assisi e altri santi ebbero dall’angelo custode cognizioni altissime di mistica e perfezione.
Invochiamolo e potremo essere illuminati sulla fede, sulle virtù, sui pericoli ed inganni del demonio e su qualunque altra notizia che sia utile per noi.
Se con tanto maestro il mondo è così poco illuminato è perché il mondo né pensa né stima né invoca l’angelo custode.

Come ci illumina – Sebbene molte volte l’angelo abbia parlato con voce sensibile, come fece con Maria SS., con il profeta Daniele, con Zaccaria, con le pie donne al Sepolcro di Gesù, con S. Francesca Romana, ecc., di regola insegna con dolci inviti, taciti stimoli che sono altrettante voci del cuore. Egli risveglia nella sopita memoria le alte cose di Dio e ne fa conoscere l’importanza. La voce dell’angelo non è voce umana e sonora che tutti possano udire, ma voce angelica, cioè soprannaturale e quindi è necessaria una speciale grazia per udirla. Tutti, se vogliono, possono averla questa grazia, ma bisogna meritarla con la nostra corrispondenza e preghiera.

Il pellegrino che viaggia in luoghi pericolosi e sconosciuti, non solo deve essere illuminato sulla retta via da scegliere, ma è importante che sia custodito dai nemici della strada, sia sorretto se per la stanchezza viene meno e finalmente sia governato sul suo modo di viaggiare se è persona imprudente o inesperta.
Questo pellegrino che ha bisogno di essere custodito, sorretto e governato siamo noi e a tutto questo pensa il nostro angelo custode.
Il suo ufficio è quello di: custodirci, sorreggerci, governarci.

(continua)
(Abate Zaverio Peyron)
1) http://leggoerifletto.blogspot.com/2011/10/angelo-di-dio-abate-zaverio-peyron.html
2) http://leggoerifletto.blogspot.com/2011/10/che-sei-il-mio-custode-abate-zaverio.html


"Deposizione dalla Croce"
  ( realizzato tra il 1432 ed il 1434)
  Beato Angelico.
Museo Nazionale di San Marco, Firenze, Italy




Beato Angelico dipinse questa pala d'altare su un singolo pannello per la Cappella Strozzi, nella Chiesa di Santa Trinita di Firenze.
Al centro è raffigurato Cristo sorretto da alcune persone.
Maria Maddalena tiene teneramente i piedi di Cristo e rappresenta il pentimento umano.
La figura con il cappello rosso a destra tiene i chiodi presi dalla croce e la corona di spine che sono il simbolo della passione e del sacrificio.
Maria, con il vestito scuro, congiunge le mani in un gesto tradizionale di dolore, ripetuto dalla donna che sta alla sua sinistra. Nelle finestre di destra e di sinistra angeli con le ali osservano tutta la scena.



 Gli angeli, a partire dal V secolo, vengono raffigurati con le ali per rendere l'idea della loro velocità e della loro natura aerea. Benchè asessuati, hanno un aspetto tendenzialmente femminile; sono adolescenti o addirittura fanciulle e generalmente portano vesti ampie e sciolte. Nella pittura rinascimentale hanno quasi sempre l'aureola. I tipici angeli dell'età barocca sono bambini alati, non dissimili dagli amorini dei contemporanei soggetti profani. Tra gli angeli preferiti dagli artisti ci sono i tre arcangeli principali. Per le religioni del Libro, S. Michele è l'arcangelo per eccellenza. Viene raffigurato mentre combatte e prevale sul drago, simbolo del male (Satana). Gabriele divide con lui la funzione di guardiano delle chiese, impedendone l'ingresso al demonio, ma il suo compito principale è di annunziatore del verbo, simboleggiato da una lanterna illuminata e da uno specchio su cui sono scritti gli ordini divini, dal bastone del messaggero, dallo scettro o dal giglio, emblemi di regalità e purezza che egli offre alla Vergine. Raffaele viene raffigurato spesso vestito da pellegrino con il bastone da viaggio, la borraccia e il tascapane, ma anche con il vaso della medicina, emblema medico.


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