sabato 23 febbraio 2013

Riflessione e criteri di orientamento sul voto elettorale - card. Carlo Caffara

Nella presente circostanza che, attraverso l’imminente chiamata all’espressione del voto, coinvolge il futuro civile del Paese, l’Arcivescovo S. Em. il Card. Carlo Caffarra offre questa riflessione e criteri di orientamento.


 Cari fedeli, solo dopo lunga riflessione ho deciso di dirvi parole di orientamento per il prossimo appuntamento elettorale. Di parole ne avete sentite tante in queste settimane; di promesse ne sono state fatte molte. Io non ho nessuna promessa da farvi. Spero solo che le mie parole non siano confuse con altre, perché non nascono da preoccupazioni politiche.

E’ come pastore della Chiesa che vi parlo.

1. La vicenda culturale dell’Occidente è giunta al suo capolinea: una grande promessa largamente non mantenuta.
I fondamenti sui quali è stata costruita vacillano, perché il paradigma antropologico secondo cui ha voluto coniugare i grandi vissuti umani [per esempio l’organizzazione del lavoro, il sistema educativo, il matrimonio e la famiglia …] è fallito, e ci ha portato dove oggi ci troviamo.
Non è più questione di restaurare un edificio gravemente leso. E’ un nuovo edificio ciò di cui abbiamo bisogno. Non sarà mai perdonato ai cristiani di continuare a essere culturalmente irrilevanti.

2. E’ necessario avere ben chiaro quali sono le linee architettoniche del nuovo edificio; e quindi anche quale profilo intendiamo dare alla nostra comunità nazionale. Ve lo indico, alla luce del grande Magistero di Benedetto XVI.

٭ La vita di ogni persona umana, dal concepimento alla sua morte naturale, è un bene intangibile di cui nessuno può disporre. Nessuna persona può essere considerata un peso di cui potersi disfare, oppure un oggetto – ottenuto mediante procedimenti tecnici [procreazione artificiale] – il cui possesso è un’esigenza della propria felicità.

٭ La dicotomia Stato–Individuo è falsa perché astratta. Non esiste l’individuo, ma la persona che fin dalla nascita si trova dentro relazioni che la definiscono. Esiste pertanto una società civile che deve essere riconosciuta.
Lo Stato è un bene umano fondamentale, purché rispetti i suoi confini: troppo Stato e niente Stato sono ugualmente e gravemente dannosi.

٭ Nessuna civiltà, nessuna comunità nazionale fiorisce se non viene riconosciuto al matrimonio e alla famiglia la loro incomparabile dignità, necessità e funzione. Incomparabile significa che nel loro genere non hanno uguali. Equipararle a realtà che sono naturalmente diverse, non significa allargare i diritti, ma istituzionalizzare il falso. «Non parlare come conviene non costituisce solo una mancanza verso ciò che si deve dire, ma anche mettere in pericolo l’essenza stessa dell’uomo» [Platone].

٭ Il sistema economico deve avere come priorità il lavoro: l’accesso al e il mantenimento del medesimo. Esso non può essere considerato una semplice variabile del sistema.
Il mercato, bene umano fondamentale, deve configurarsi sempre più come cooperazione per il mutuo vantaggio e non semplicemente come competizione di individui privi di legami comunitari.

٭ Tutto quanto detto sopra è irrealizzabile senza libertà di educazione, che esige un vero pluralismo dell’offerta scolastica pubblica, statale e non statale, pluralismo che consenta alle famiglie una reale possibilità di scelta.

3. Non possiamo astenerci dal prendere posizione su tali questioni anche mediante lo strumento democratico fondamentale del voto. 

La scelta sia guidata dai criteri sopraindicati, che sintetizzo: 

rispetto assoluto di ogni vita umana; costruzione di un rapporto giusto fra Stato, società civile, persona; salvaguardia dell’incomparabilità del matrimonio – famiglia e loro promozione; priorità del lavoro in un mercato non di competizione, ma di mutuo vantaggio; affermazione di una vera libertà di educazione.

Se con giudizio maturo riteniamo che nessun programma politico rispetti tutti e singoli i suddetti beni umani, diamo la nostra preferenza a chi secondo coscienza riteniamo meno lontano da essi, considerati nel loro insieme e secondo la loro oggettiva gerarchia.

4. Raccomando ai sacerdoti e ai diaconi permanenti di rimanere completamente fuori dal pubblico dibattito partitico, come richiesto dalla natura stessa del ministero sacro e da precise norme canoniche.

5.  Invochiamo infine con perseveranza e fede i santi patroni d’Italia Francesco e Caterina da Siena affinché, per loro intercessione, la nostra preghiera per il Paese trovi ascolto presso il Padre nostro che ‘ci libera dal male’.

Bologna, 16 febbraio 2013
+ Carlo Card. Caffarra
Arcivescovo


Leggi di Più: Caffarra: orientamenti per il voto | Tempi.it 




Il voto è l'unico modo che abbiamo di esprimere il nostro parere su ciò che ci è sembrato giusto e ciò che è sbagliato.Io lo considero prima di tutto un DIRITTO.Si deve votare per un ideale, si deve votare perchè si crede in qualcosa.Il voto è un DOVERE , perchè lo stato siamo noi, e siamo noi che dobbiamo comunque scegliere ciò che riteniamo migliore, noi scegliamo un ideale da perseguire, noi scegliamo lo stato che vorremmo e questo non si può delegare ad altri.


Quando in nome della non discriminazione si vuole costringere la Chiesa Cattolica a cambiare la propria posizione riguardo all'omosessualità o all'ordinazione sacerdotale delle donne, sull'uccidere bambini con l'aborto, sull'uccidere anziani e ammalati o su altri temi "caldi", questo significa che non le è più concesso vivere la propria identità, ergendo invece un'astratta religione "negativa" a prepotente criterio ultimo, al quale tutti devono piegarsi! Questo è spaventoso!
Esiste una "nuova" religione che pretende di essere valida per tutti perché "razionale" ... nessuno è costretto ad essere cristiano, ma nemmeno nessuno deve essere costretto a vivere secondo la "nuova religione" come fosse l'unica e vera, vincolante per tutta l'umanità. 
Questa nuova religione (laica? atea? razionale? laicista?) è peggio del peggior oscurantismo religioso. La Francia, che tanti additano a paese civile e moderno, mi spaventa moltissimo: questa nuova religione ha spinto le donne ad abortire il 95% dei bambini down (e c'è stata un ministro che si è pure lamentato per quel restante 5% di donne che ha coraggiosamente deciso di portare avanti comunque la gravidanza...) per non parlare di tutta la questione dei matrimoni gay... si alla tolleranza e civiltà NON al far passare per normale ciò che normale non è. Rispetto ogni religione e pretendo che ogni religione rispetti la mia fede... 
La "religione laica" invece NON rispetta la mia fede, vuole togliere i miei simboli dal mondo pubblico, vuole zittirmi, vuole costringermi a dire che matrimoni gay sono ok, che abortire è normale, che l'eutanasia è un diritto... no, non sono una laica, per nulla. Sono una cristiana. Tutto qua. Ciò non significa che sono un' oscurantista, ma che la mia fede, nel momento in cui si scontra con la religione laica, ha priorità che non possono essere capite da coloro che pensano che la Verità sia ciò che dice la maggioranza... la verità va oltre la maggioranza, sta più sopra e nessuna maggioranza può manipolarla senza che un cristiano vero non se ne accorga... scusate la lunghezza di questo "sermone"  :-)




Preghiera per la sera

Signore, mio Dio, io ti ringrazio
che hai portato a termine questo giorno;
io ti ringrazio che hai dato riposo al corpo e all'anima.


La tua mano era su di me e mi hai protetto e difeso.


Perdona tutti i momenti di poca fede
e tutte le ingiustizie di questo giorno
e aiutami a perdonare tutti coloro
che sono stati ingiusti con me.


Fammi dormire in pace sotto la tua protezione
e preservami dalle insidie delle tenebre.


Ti affido i miei cari,
ti affido il mio corpo e la mia anima.


Dio, sia lodato il tuo santo nome.