mercoledì 2 novembre 2022

L'Angelo Custode - Abate Zaverio Peyron

Che il demonio cerchi sempre e in tutti i modi di farci del male ce lo dice chiaramente l’Apostolo Pietro:
"Fratelli, siate sobri e vigilate perché il demonio, vostro avversario, come leone feroce, gira sempre attorno a voi, cercando di divorarvi".
Ben lo sapevano i Santi che in modi straordinari sentirono gli effetti del suo odio e chi riceveva battiture tali da divenire incapace di muoversi come S. Veronica Giuliani, chi era gettato duramente a terra da rompersi i denti come S. Gaspare del Bufalo, chi si sentiva strangolare da non poter più né parlare, né respirare come la Ven. Ganori Mora, chi divenne ossesso come il Ven. Clausi.
Il Santo Curato d’Ars, mentre stava coricato, ebbe il letto bruciato con grave pericolo per la sua vita. Don Bosco passava notti insonni per le lotte spaventose che doveva sostenere. Il Padre Mistrilli, missionario e martire nel Giappone, sul punto di partire per la sua missione fu minacciato dal demonio che sempre gli sarebbe stato attorno per perseguitarlo e lo fece effettivamente.

Quello che fece con i Santi, vorrebbe farlo con tutti e guai a noi se Dio non ci avesse dato un angelo per custodirci e parare i colpi del demonio.
Invochiamo l’aiuto dell’angelo custode che ci custodisca, specialmente per non cadere nel peccato mortale, perché questo sarebbe il massimo dei mali che può farci il demonio.

Si dice: reggere una persona quando la si sostiene, se questa per debolezza di gambe non può star su e non può continuare il suo cammino. Questo è appunto quello che fa spiritualmente l’angelo custode affinché perseveriamo nel bene. Quando il demonio non può farci cadere nel male, tenta almeno di impedirci di fare il bene o continuare nei nostri buoni propositi dandoci una stanchezza spirituale o paure sconfortanti affinché noi restiamo scoraggiati, avviliti, accasciati dalla malinconia e quindi ci arrestiamo nel bene.
Purtroppo quanti furono e sono vittima dello scoraggiamento! Si sono viste persone religiose lasciare la loro vocazione, peccatori convertiti abbandonare le buone risoluzioni prese, fondatori di opere religiose arrestarsi dinanzi alle difficoltà e rinunciare all’impresa ecc.

La causa di tutto questo è lo scoraggiamento che non viene mai da Dio, ma sempre dal demonio.
Ecco dunque l’opera provvidenziale dell’angelo custode di "reggere", cioè sostenere chi sta per cadere, infondendo coraggio, pazienza nelle contraddizioni, fiducia nella Provvidenza di Dio.

Specialmente in punto di morte, quando ai mali del corpo si aggiungono le pene dello spirito, l’angelo custode usa tutta la sua carità per essere di conforto e consolazione per l’anima angustiata.

(Abate Zaverio Peyron)

  L'Annunciazione
  (realizzato tra il 1432 ed il 1434)
  Beato Angelico
 
L'artista ne dipinse più versioni tra cui quella conservata al Museo Diocesano di Cortona.
e quella conservata al Museo del Prado di Madrid.
Il dipinto illustra la scena del Nuovo Testamento in cui l'arcangelo Gabriele comunica alla Vergine Maria che è stata scelta per concepire il figlio di Dio.
La Vergine sta leggendo la Bibbia in una loggia arcata quando arriva il giovane arcangelo.
Maria incrocia le mani sul petto in segno di sottomissione mentre lo Spirito Santo si libra su di lei sotto forma di colomba.
Sullo sfondo Beato Angelico dipinge Adamo ed Eva che vengono cacciati, da un angelo, dall'Eden.


Gli angeli appaiono talvolta con un fuoco tra i capelli (ad esempio, Gabriele nell'Annunciazione del Beato Angelico nel Convento di S. Marco a Firenze e Michele nel polittico del Sassetta nel Museo Diocesano di Cortona), che simboleggia il fuoco, luminoso e puro come quello dello Spirito Santo. Gli angeli, infatti, sono esseri di luce, sfavillanti, secondo la concezione dei Padri della Chiesa, e non si può attribuire ad essi la più piccola proprietà materiale. Un altro elemento simbolico a volte presente è quello dell'occhio divino che vede tutto raffigurato candidamente sulle piume di pavone dipinte sulle ali di alcuni angeli (ad esempio, nell'Annunciazione di Filippo Lippi nella National Gallery di Londra). Lo stesso pavone, tra l'altro, veniva considerato simbolo di immortalità, perché si riteneva che le sue carni non andassero in putrefazione, ed era quindi adatto per rendere l'idea dell'eternità oltre che dell'onniscienza divina.

L'Annunciazione di San Gallo è un dipinto a olio su tavola (185x174,5 cm) di Andrea del Sarto, databile al 1513-1514 circa e conservato nella Galleria Palatina di Firenze.



Illumina ... 

Per comprendere quanto sia importante per noi questo primo incarico di illuminarci, basta considerare: 1) perché ci illumina, 2) su che cosa ci illumina, 3) come ci illumina.

Perché ci illumina:

a. perché la nostra mente è nata nell’ignoranza ed ottenebrata dal peccato originale, quindi soggetta a molti errori;

b. perché il demonio non dorme, ma è sempre attorno a noi per tentarci al male: cominciando da Adamo ed Eva fino ai nostri giorni, infinito è il numero dei caduti nella sua schiavitù.

Come si vede, l’opera dell’angelo custode di illuminarci non potrebbe essere più utile, né più provvidenziale. Riconosciamo dunque il dono prezioso che ci fa Dio dandoci l’angelo custode, maestro infallibile ed illuminato e restiamo prudenti e vigilanti sotto la sua guida, prudenti per udire solo la sua voce, vigilanti per invocarlo sovente.

Su che cosa ci illumina – L’angelo custode ci illumina su tutto quello che può essere di gloria a Dio e di bene delle anime nostre. Oltre episodi descritti nella Bibbia, sappiamo che molti santi, S. Ildegarda, S. Geltrude, S. Brigida, S. Francesco d’Assisi e altri santi ebbero dall’angelo custode cognizioni altissime di mistica e perfezione.
Invochiamolo e potremo essere illuminati sulla fede, sulle virtù, sui pericoli ed inganni del demonio e su qualunque altra notizia che sia utile per noi.
Se con tanto maestro il mondo è così poco illuminato è perché il mondo né pensa né stima né invoca l’angelo custode.

Come ci illumina – Sebbene molte volte l’angelo abbia parlato con voce sensibile, come fece con Maria SS., con il profeta Daniele, con Zaccaria, con le pie donne al Sepolcro di Gesù, con S. Francesca Romana, ecc., di regola insegna con dolci inviti, taciti stimoli che sono altrettante voci del cuore. Egli risveglia nella sopita memoria le alte cose di Dio e ne fa conoscere l’importanza. La voce dell’angelo non è voce umana e sonora che tutti possano udire, ma voce angelica, cioè soprannaturale e quindi è necessaria una speciale grazia per udirla. Tutti, se vogliono, possono averla questa grazia, ma bisogna meritarla con la nostra corrispondenza e preghiera.

Il pellegrino che viaggia in luoghi pericolosi e sconosciuti, non solo deve essere illuminato sulla retta via da scegliere, ma è importante che sia custodito dai nemici della strada, sia sorretto se per la stanchezza viene meno e finalmente sia governato sul suo modo di viaggiare se è persona imprudente o inesperta.
Questo pellegrino che ha bisogno di essere custodito, sorretto e governato siamo noi e a tutto questo pensa il nostro angelo custode.
Il suo ufficio è quello di: custodirci, sorreggerci, governarci.

(Abate Zaverio Peyron)



"Deposizione dalla Croce"
  ( realizzato tra il 1432 ed il 1434)
  Beato Angelico.
Museo Nazionale di San Marco, Firenze, Italy


Beato Angelico dipinse questa pala d'altare su un singolo pannello per la Cappella Strozzi, nella Chiesa di Santa Trinita di Firenze.
Al centro è raffigurato Cristo sorretto da alcune persone.
Maria Maddalena tiene teneramente i piedi di Cristo e rappresenta il pentimento umano.
La figura con il cappello rosso a destra tiene i chiodi presi dalla croce e la corona di spine che sono il simbolo della passione e del sacrificio.
Maria, con il vestito scuro, congiunge le mani in un gesto tradizionale di dolore, ripetuto dalla donna che sta alla sua sinistra. Nelle finestre di destra e di sinistra angeli con le ali osservano tutta la scena.


 Gli angeli, a partire dal V secolo, vengono raffigurati con le ali per rendere l'idea della loro velocità e della loro natura aerea. Benchè asessuati, hanno un aspetto tendenzialmente femminile; sono adolescenti o addirittura fanciulle e generalmente portano vesti ampie e sciolte. Nella pittura rinascimentale hanno quasi sempre l'aureola. I tipici angeli dell'età barocca sono bambini alati, non dissimili dagli amorini dei contemporanei soggetti profani. Tra gli angeli preferiti dagli artisti ci sono i tre arcangeli principali. Per le religioni del Libro, S. Michele è l'arcangelo per eccellenza. Viene raffigurato mentre combatte e prevale sul drago, simbolo del male (Satana). Gabriele divide con lui la funzione di guardiano delle chiese, impedendone l'ingresso al demonio, ma il suo compito principale è di annunziatore del verbo, simboleggiato da una lanterna illuminata e da uno specchio su cui sono scritti gli ordini divini, dal bastone del messaggero, dallo scettro o dal giglio, emblemi di regalità e purezza che egli offre alla Vergine. Raffaele viene raffigurato spesso vestito da pellegrino con il bastone da viaggio, la borraccia e il tascapane, ma anche con il vaso della medicina, emblema medico.

Andrea del Sarto, ANNUNCIAZIONE - 1528 -  Palazzo Pitti (Firenze)

Buona giornata a tutti :-)




 

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