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martedì 2 ottobre 2012

La folla degli invisibili – Aldo Rosa


Nelle nostre città aumenta sempre di più la folla degli invisibili.
Chi sono? Sono poveri, diseredati, vecchi soli, handicappati.
Gente che soffre in silenzio una vita di stenti, di quotidiane umiliazioni, di muto dolore.
Perché invisibili? Perché molti di noi non li vogliono vedere, ed essi non essendo veduti di fatto non esistono. Non vogliamo vederli perché temiamo che il nostro stato di falso benessere sia turbato dallo spettacolo inquietante della miseria, della vecchiaia, dell'handicap, del disagio psichico.
Così essi sono condannati ad una morte civile, ma così anche noi moriamo dentro: moriamo nella capacità di essere uomini, di esercitare l'organo della compassione, di crescere come persone integrate.
Qualcuno ha detto: «Se vuoi essere un vero uomo non toglierti mai dagli occhi la pena umana».
Ma tant'è...
Una perfetta metafora di questo percorso evolutivo la troviamo nel racconto del principe Siddharta che poi diventerà il Buddha. È una storia sempre attuale che merita di essere ricordata.

Siddharta ottiene la sua prima illuminazione quando, fuggendo dalla dorata vita di corte cui lo costringe il padre, attorniato solo da persone giovani, belle e sane (mito più che mai attuale); fa quattro incontri fatali.
Mi limiterò a ricordare i tre più importanti: la Vecchiaia, la Malattia, la Morte; rispettivamente nelle persone di un vecchio, di un malato, di una salma.
Scosso da queste visioni, per lui inedite, Siddharta abbandona definitivamente la corte paterna e inizia una dura ascesi che lo condurrà a scoprire un percorso per aiutare le persone ad uscire dal dolore.
Anche oggi molti di noi sono ancora vittime della dorata prigione di Siddharta, in una società che fa di tutto per nascondere i segni della vecchiaia, della malattia e della morte: una società succube del mito dei sani-belli-felici.
Le dimostrazioni sono sotto gli occhi di tutti: dai mille centri di benessere, alle cliniche di chirurgia estetica, agli infiniti prodotti per nascondere le rughe, coprire le macchie senili, rassodare tessuti atonici ecc.
Senonchè questo regno dorato è fuori dal principio di realtà e appartiene pericolosamente al regno dell'illusione.
Dunque, se vogliamo davvero crescere, diventare uomini completi, dobbiamo fare come il principe Siddharta: guardare in faccia la realtà, accettare il dolore, la vecchiaia, gli acciacchi dell'età e uscire da noi stessi, dal nostro bozzolo rassicurante, per andare verso gli altri.

(Aldo Rosa)

Fonte:  Vita diocesana pinerolese del 28 luglio 2012

 

I più vicini al mio cuore sono un re senza regno e un povero che non sa chiedere la carità.
 - Kahlil Gibran -

 


''Mangia, lavora, prega e fai un po’ di bene se ti è possibile. La malinconia è nemica dell’anima, perciò sii allegra, tanto allegra! Vivi come gli uccelli dell’aria: di giorno in giorno, confidando nelle parole di Gesù: Siete figli miei e non vi lascerò mancare ciò che vi occorre. Il domani è nelle mani del Padre'' (Servo di Dio Don Quintino Sicuro - eremita).



È la capacità dell'uomo di simpatizzare con tutte le creature viventi,
che fa di lui veramente un uomo.

( Albert Schweitzer )