domenica 19 febbraio 2012

Il cuore che ride – Charles Bukowski

La tua vita è la tua vita.
Non lasciare che le batoste la sbattano nella cantina dell’arrendevolezza.

Stai in guardia.
ci sono delle uscite.
Da qualche parte c’è luce.
Forse non sarà una gran luce ma la vince sulle tenebre.
Stai in guardia.
Gli dei ti offriranno delle occasioni.
Riconoscile, afferrale.
Non puoi sconfiggere la morte ma puoi sconfiggere la morte in vita, qualche volta.
E più impari a farlo di frequente, più luce ci sarà.
La tua vita è la tua vita.
Sappilo finché ce l’hai.
Tu sei meraviglioso gli dei aspettano di compiacersi in te.


(Charles Bukowski)

“Quando sono ubriaco la mia ispirazione è al massimo, questo significa essere un gran figlio di puttana”.
 Henry Charles Bukowski (1920-1994). il 16 agosto avrebbe compiuto 91 anni. A due anni si trasferì a Los Angeles. La vita negli States non era facile, erano gli anni della depressione economica e la sua situazione familiare era travagliata. Nel 1938 si diplomò alla L.A. High School, subito dopo cominciò a lavorare come magazziniere, ma era un mestiere che non sopportava e così dopo essersi licenziato, lasciò casa andando a vivere in squallide camere in affitto. Cambiava città di continuo, New Orleans, San Francisco, St. Louis, Philadelphia, perché sempre al centro di risse. Arrestato per renitenza alla leva, riuscì lo stesso ad inviare i suoi racconti a delle riviste popolari che, nel 1944, pubblicarono il suo primo racconto. Una volta uscito dal carcere, però, la sua vita non cambiò: ritrovato spesso in condizioni disperate a causa dell’alcolismo, scommettitore, frequentatore di bordelli, la sua anima trovò pace solo con la morte.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ammazza, quanta falsa commiserazione in questa scarna biografia dell'autore!