lunedì 1 agosto 2011

Francesco accettò la morte... - Julien Green

“Francesco accettò la morte con quella gioia del cuore che non l’aveva mai del tutto abbandonato, neppure nei giorni più bui. Quando udì il verdetto del medico fece chiamare i suoi frati Angelo e Leone e chiese loro di cantare il Cantico della Creature.
Essi obbedirono. Con voce che stava per scoppiare in singhiozzi intonarono uno dei più bei canti di gioia usciti dalla bocca dell’uomo. Si rendevano conto che riempivano la cella con tutto il creato?
Il fuoco e l’acqua, la terra e l’aria, i quattro elementi si univano alle stelle, alla luna, al sole, ai fiori, all’erba, oltre al perpetuo e stupendo cambiamento di scena che fanno le nuvole, tutto ciò in un grandioso incontro di tutte le bellezze dell’universo. E poiché la morte si avvicinava, venne aggiunto un saluto cortese all’inviato del cielo:
 
Laudato si, mi Signore,
per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullo omo vivente po’ scampare.
Guai a quelli che morranno ne le peccata mortali!
Beati quelli che troverà
ne le tue sanctissime voluntati,
ca la morte seconda no li farrà male.

Se Francesco si era ispirato in un certo modo a Daniele e alla Genesi per comporre il suo inno alla gioia, il cavalleresco saluto alla nostra sorella morte è soltanto suo.
Tuttavia non è nel palazzo del vescovo che vuole morire, ma, come ha ripetuto tante volte alla Porziuncola. Qui viene trasportato con infinite cautele, tenendo conto della sua fragilità e della tortura rappresentata da ogni movimento. Pare che i suoi  frati l’abbiano portato tra le braccia. Dopo la cavalleria è la povertà che lo porta come un bimbo piccolo, come lui stesso si definisce.”
 

(Julien Green)

Fonte: San Francesco di J.Green, Rizzoli 1984, pp 231-232

Giotto di Bondone, conosciuto come Giotto (1267 – 1337)
  Il trapasso di San Francesco
  Basilica Superiore di Assisi, Italy
  “Nel momento del trapasso del beato Francesco, un frate vide l'anima sua salire al cielo sotto forma di stella fulgidissima.
Come ottenere l’Indulgenza plenaria del Perdono di Assisi (per sé o per i defunti)


Dal mezzogiorno del 1° di agosto, alla mezzanotte del giorno seguente, 2 agosto, si può lucrare (ottenere) una volta sola l'indulgenza plenaria.
Le condizioni richieste sono semplici:
Andare in una chiesa Cattedrale o Parrocchiale o ad altra che ne abbia l'indulto (per sapere se nella vostra chiesa sia possibile ottenere l’indulto… chiedete al parroco), recita del “Padre Nostro” (per riaffermare la propria dignità di figli di Dio, ricevuta nel Battesimo) e del “Credo” (con cui si rinnova la propria professione di fede).
Confessarsi, per essere in Grazia di Dio (la confessione è valida anche se fatta negli otto giorni precedenti o seguenti). Naturalmente avere una disposizione d’animo che escluda ogni desiderio di peccati, anche veniali.
Partecipare alla Santa Messa e  fare la comunione.
Pregare secondo le intenzioni del Papa, almeno un “Padre Nostro” e un'“Ave Maria” o altre preghiere a scelta, per riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa e la fedeltà al Papa.