mercoledì 16 gennaio 2013

Il digiuno che piace al Signore



Digiuna dal giudicare gli altri:
scopri Cristo che vive nel fratello.


Digiuna dall’amarezza del risentimento:
riempiti di generosità nel perdono.


Digiuna dal dire parole che feriscono:
riempiti di frasi che risanano ed edificano.
Digiuna dal dare importanza a te stesso:
riempiti di attenzione per gli altri.


Digiuna dal pensare alle cose grandi:
riempiti di attenzione per quelle piccole.
Digiuna dalle parole vuote e inutili:
riempiti della Parola di verità.


Digiuna dalla tristezza:
riempi il tuo volto di gioia.
Digiuna dallo scoraggiamento:
riempiti di entusiasmo nella fede.


Digiuna dalle paure:
riempi la tua vita della presenza di Dio.
Digiuna dal pessimismo:
riempiti di speranza cristiana.


Digiuna dall’essere pretenzioso:
riempiti di gratitudine per il molto che hai.
Digiuna dalle reazioni emotive:
riempiti di pazienza, tolleranza e autocontrollo.


Digiuna dalle preoccupazioni inutili:
riempiti di fiducia in Dio.
Digiuna dal lamentarti:
riempiti di stima per quella meraviglia che è la vita.


Digiuna dalle pressioni e insistenze:
riempiti di una preghiera incessante.
Digiuna dall’ansia per le tue cure:
riempiti del gusto dell’essenziale.


Digiuna dal catastrofismo:
riempiti dello sguardo di Dio salvatore.
Digiuna dalle tue voglie smodate:
riempiti del gusto della volontà di Dio.


Digiuna dal pensiero di essere un arrivato:
riempiti del senso del tuo limite e del provvisorio.
Digiuna da tutto ciò che ti allontana da Gesù:
riempiti di tutto ciò che a lui ti avvicina.




"Il sentimento di angoscia dovuto all’urgenza dei problemi (sociali) non deve far perdere di vista ciò che è essenziale, né far dimenticare la risposta di Gesù al Tentatore (Mt 4,4): “Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” (cf. Dt 8,3). Così alcuni, di fronte all’urgenza di condividere il pane, sono tentati di dimenticare e rinviare al domani l’evangelizzazione: prima il pane, e poi la Parola. È un errore fondamentale separare, anzi contrapporre le due cose. D’altra parte, il senso cristiano suggerisce spontaneamente a molti di fare l’una e l’altra." (Benedetto XVI) 



La noia è la malattia delle persone felici; i disgraziati non si annoiano hanno troppo da fare. (Abel Dufresner). 




Se potete, per quanto questo dipende da voi, vivete in pace con tutti. (Romani 12,18)



martedì 15 gennaio 2013

Il dono della vista - Monaci Benedettini Silvestrini -

Và, la tua fede ti ha salvato.
Essere ciechi nel linguaggio biblico non ha solo una dimensione fisica, ma prevalentemente spirituale:

riguarda sia l'anima sia gli occhi.

Esempi di cecità spirituali abbondano nella scrittura sacra, abbondano nella nostra vita:

"Sordi, ascoltate, ciechi, volgete lo sguardo per vedere.
Chi è cieco, se non il mio servo?
Chi è sordo come colui al quale io mandavo araldi?
Chi è cieco come il mio privilegiato?
Chi è sordo come il servo del Signore?
Hai visto molte cose, ma senza farvi attenzione,
hai aperto gli orecchi, ma senza sentire".

Così si esprime un brano il profeta Isaia.
Gli scribi e i farisei sono definiti ciechi da Gesù:
«Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!».
Gli stessi apostoli stentavano spesso a credere alle parole del Signore il loro spirito era accecato e orientato dalle logiche umane.

Ricordiamo i due discepoli di Èmmaus, che non riconoscono Gesù lungo la via perché i loro occhi erano accecati per mancanza di fede nel risorto:

Riconosceranno Gesù quando proclama e spiega la parola e nello spezzare il pane.

Gesù si proclama luce del mondo e afferma:
«Ancora per poco tempo la luce è con voi.
Camminate mentre avete la luce,
perché non vi sorprendano le tenebre;
chi cammina nelle tenebre non sa dove va.
Mentre avete la luce credete nella luce,
per diventare figli della luce».

La luce di Cristo viene infusa in noi mediante la fede.
Questa è la virtù fondamentale che ci apre la vista dell'anima
per accogliere la persona Cristo e le verità che egli ci ha rivelate.

«Io sono la luce del mondo; chi segue me,
non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita».

Dopo aver ripetutamente affermato
l'importanza della fede Gesù interviene,
compiendo miracoli a favore dei ciechi
per riaprire loro occhi e anima.

Molti di loro inizialmente implorano
solo la guarigione dalla loro cecità fisica.

Alla richiesta di Gesù, «Che cosa vuoi che io faccia per te?»,
anche nel vangelo, il cieco implora:

«Rabbunì, che io veda di nuovo!».

Egli però intende dargli più di quanto osa sperare.
«Và, la tua fede ti ha salvato».
E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada».
La fede del cieco nato aveva già riconosciuto Gesù e nella sua preghiera gridata umilmente implorava:
«Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».

Molti lo sgridavano per farlo tacere, ma egli gridava più forte:
«Figlio di Davide, abbi pietà di me!».

Da cieco e mendicante lo ritroviamo, dopo l'intervento prodigioso di Cristo,
illuminato nel corpo e nello spirito:
«Và, la tua fede ti ha salvato».
E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada».


estratto da un commento dei Monaci Benedettini Silvestrini



''La Chiesa non è una comunità di perfetti, ma di peccatori che si debbono riconoscere bisognosi dell’amore di Dio, bisognosi di essere purificati attraverso la Croce di Gesù Cristo. 
I detti di Gesù sull’ autorità di Pietro e degli Apostoli lasciano trasparire proprio che il potere di Dio è l’amore, l’amore che irradia la sua luce dal Calvario'' 

(Benedetto XVI - Omelia 29 giugno 2012).




La pace del tuo cuore rende bella la vita di coloro che ti circondano.
Inabissarsi nell’ inquietudine non è mai stata una via evangelica. Costruire la propria fede sul tormento sarebbe come costruire la propria casa sulla sabbia. 
Ascolti in ogni momento questa parola di Gesù: «Vi lascio la mia pace, vi do la mia pace. Non tremi e non tema il vostro cuore»? La pace delle profondità ti rende più leggero per ri­prendere il cammino quando il fallimento o gli sco­raggiamenti pesano sulle tue spalle. E nascono lo stupore, un soffio poetico, una sem­plicità di vita e, per chi può capirlo, una visione mi­stica dell’essere umano. 
Per te questa preghiera del Vangelo: «Benedici noi, o Cristo, noi e coloro che ci hai affi­dati. Mantienici, nello spirito delle beatitudini, la gioia, la semplicità, la misericordia».

- Roger Schutz -



Vi lascio la pace, vi do la mia pace; non come la dà il mondo io la do a voi.

Chi la riceve è liberato dall’ansietà e turbamento del cuore. Le tribolazioni ci saranno sempre, ma con la Sua presenza, la Sua grazia, esse diventano mezzo di salvezza, luogo di incontro e di cammino nel regno di Dio. Come lo sono state per San Paolo. Egli, predicando il vangelo, ha subito ogni tipo di persecuzione. Ma la stessa tribolazione è mezzo di fede, per portare il Vangelo dove Cristo non è accettato. Questa fede ha reso Gesù vivo in mezzo ai discepoli. Anche oggi solo la fede ci fa entrare nel mistero del risorto. Entrarvi è possibile se amiamo e facciamo la volontà del Padre nella missione ricevuta. 

(Monaci Benedettini Silvestrini)


Basta che tu ami la pace,
ed essa immediatamente è con te.
La pace è un bene del cuore.
Se volete attirare gli altri alla pace,
abbiatela voi per primi;
siate voi anzitutto saldi nella pace.

- S. Agostino –




Buona giornata a tutti. :-)










lunedì 14 gennaio 2013

Se mi hai amato - Osho -

Se mi hai amato, per te, io vivrò per sempre.
Vivrò nel tuo amore.
Se mi hai amato, il mio corpo scomparirà,
ma per te, io non potrò mai morire.
Anche quando me ne sarò andato,
so che tu mi verrai a cercare.
Certo, ho fiducia che tu verrai a cercarmi
in ogni pietra e in ogni fiore
e in ogni sguardo e in tutte le stelle.
Posso prometterti una cosa:
se mi verrai a cercare, mi troverai…
in ogni stella e in ogni sguardo…
perché se hai veramente amato un Maestro,
con lui sei entrato nel Regno dell’Eterno.
Non è una relazione nel tempo,
dimora nell’assoluta atemporalità.
Non ci sarà morte alcuna.
Ιl mio corpo scomparirà, il tuo corpo scomparirà,
ma questo non farà una gran differenza.
Se la scomparsa del corpo
creasse una pur minima differenza,
dimostrerebbe soltanto
che tra noi non è accaduto l’amore.

(Osho)

La capacità di stare soli è la capacità di amare.

Potrebbe sembrarti paradossale, ma non lo è.

E’ una verità esistenziale:

solo coloro che sono capaci di stare soli sono capaci di amare, di condividere, di arrivare fino all’essenza più intima di una persona: senza possederla e senza diventarne dipendenti, senza ridurla a una cosa e senza dipendere da lei, senza esserne assuefatti.
- Osho -
 

Milioni di persone soffrono:
vogliono essere amate
ma non sanno come amare.
E l’amore non può esistere come monologo;
è un dialogo, un dialogo pieno di armonia.
[Osho]

Sculture lungo il fiume Spree, Berlino

E ricorda:
se una cosa fa male,
vuol dire che qualcosa dentro di te
è stato represso.
Quindi, invece di evitare il dolore,
entraci dentro.
Lascia che faccia terribilmente male.
Lascia che faccia male completamente,
così la ferita è totalmente esposta.
Quando è del tutto esposta ,
la ferita comincia a guarire.
Se eviti questi spazi in cui senti dolore,
rimarranno dentro di te
e ti ci imbatterai di continuo.

(Osho)

 



























Buona giornata a tutti :-)










domenica 13 gennaio 2013

La preghiera purifica i cuori - Beata Madre Teresa di Calcutta


Ti adoro, mio DIO, e ti amo con tutto il cuore. 
Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte. 
Ti offro tutte le azioni della giornata: 
fà che siano tutte secondo la tua santa volontà per la maggior tua gloria. 
Preservami dal peccato e da ogni male. 
La tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari. Amen.


Per poter amare abbiamo bisogno di avere un cuore puro.
Abbiamo un cuore puro se preghiamo.

La preghiera è un contatto e una relazione con Dio.
Ascoltiamo Dio nei nostri cuori e poi parliamo con lui dai nostri cuori.

Sentire e parlare dal cuore: questo è la preghiera.
Ma dove nascono quest'amore e questa preghiera?
Nascono nella famiglia.
La famiglia che prega unita resta unita.

E se i membri della famiglia restano uniti, si ameranno reciprocamente come Dio li ama individualmente.

Dedicate almeno mezz'ora al giorno alla preghiera personale con Dio.
La preghiera purificherà i vostri cuori e al tempo stesso vi darà luce e mezzi per trattare chiunque con amore e con rispetto.
Frutto della preghiera è sempre un amore profondo e una generosità ugualmente profonda. E questo ci avvicina molto gli uni agli altri.
Sappiamo che Cristo Gesù venne nel mondo con il preciso obiettivo di mostrarci siffatto amore.
Quanto ci amò!
Conosciamo la croce.
Quando la guardiamo o pensiamo a essa, ci rendiamo conto che fu il suo amore per noi che lo mosse ad accettarla.
Per questo, amiamo fin tanto che ci costa!

(Beata Madre Teresa di Calcutta)



COME SI AMA DIO

Tutti desideriamo amare Dio. Ma come si fa? 
Gesù si convertì in pane di vita per saziare la nostra fame.
Quindi si fece ignudo, sfrattato, abbandonato, lebbroso, drogato, prostituta, di modo che tutti noi, tanto voi come io, potessimo saziare la sua fame con il nostro amore.

Sicuramente non vi capiterà di vedere nei vostri paesi malati rosi da vermi, ma ci sono vermi che tarlano i cuori.

Mi commosse moltissimo il gesto di una bambina piccola che decise di mandarmi i soldi della sua prima comunione invece di tenerseli per comprare un vestito per quella festa.

In Africa ci sono molte migliaia di persone che muoiono di fame a causa della siccità.

Mi imbattei in strada in una bambina di cinque o sei anni e le diedi un pezzo di pane.


Cominciò a mangiarlo briciola per briciola, dicendo che avrebbe avuto ancora fame, una volta terminato il pane.


Lei aveva già fatto esperienza di cosa è la fame, qualcosa che né io né voi ancora sappiamo cos'è.



Le opere dell’amore 
sono sempre opere di pace. 
Ogni volta che dividerai 
il tuo amore con gli altri, 
ti accorgerai della pace 
che giunge a te e a loro. 

Dove c’è pace c’è Dio,
è così che Dio riversa pace 
e gioia nei nostri cuori.
(Madre Teresa di Calcutta)




sabato 12 gennaio 2013

Inno a Cristo luce e vita – Sinesio di Cirene

O Cristo venuto tra gli uomini quale sorgente di luce,
la Tua nascita ineffabile precede l’inizio del tempo.
 
Sei il raggio di luce che brilla col Padre.
Rischiari la materia opaca e illumini l’anima dei fedeli.

Tu hai creato il mondo
e fissato l’orbita agli astri.

Tu sostieni l’asse della terra,
Tu salvi tutti gli uomini.

Tu guidi il sole nel suo corso
per illuminare tutti i nostri giorni
e la luna crescente che disperde le tenebre della notte.

Tu fai germogliare i semi
che preparano il pascolo alle greggi.

Dalla Tua fonte inesauribile
scaturisce lo splendore della vita,
che  dà all’universo fecondità.


(Sinesio di Cirene)


Una luce ha illuminato tutta la cappella, mi ha attraversato, è entrata in me, mi ha fuso in essa... 
Era una luce spirituale, intelligente, carica d'amore e di tenerezza infinita, che conosceva le mie scarse qualità e i miei più piccoli difetti... 
Mi son visto tale e qual' ero allora: un misto di niente e di peccato. 
Non ero niente! 
Ma questo niente interessava alla Luce.

- André Frossard -


Il mondo è tutto opera di Dio;
e nella grandezza, bellezza
e ordine meraviglioso,
ci mostra la potenza,
la sapienza e la bontà
infinita di Lui.


(San Pio X)



Dobbiamo meditare attentamente sul perché Gesù si è incarnato: è importante che ciò sia sempre presente al nostro spirito se vogliamo che il Natale non si riduca a festa solamente sentimentale o consumistica, ricca di regali e di auguri, ma povera di autentica fede cristiana. Il Natale, infatti, ci fa riflettere, da una parte, sulla drammaticità della storia umana, nella quale gli uomini, feriti dal peccato, sono perennemente alla ricerca di verità, di perdono, di misericordia, di redenzione, e, dall’ altra, sulla bontà di Dio, che è venuto incontro all’uomo per comunicargli direttamente la Verità che salva e per renderlo partecipe della sua amicizia e della sua vita.

(papa Giovanni Paolo II)




Sì, siete tutti chiamati ad essere delle piccole luci per quanti vi circondano. 

- Papa Benedetto XVI -

Preghiera per la sera 





Gesù, in questo giorno della settimana in cui tu hai amato i tuoi che erano nel mondo fino all'estremo, 
io vengo a confessarti la mia mancanza di amore, 
la mia imperfezione nell'amore per gli uomini, che mi fa scegliere uno invece di un altro. 
Poiché alla sera della vita saremo giudicati sull'amore, 
fa' che io ti ami, mio Dio, 
per non essere trattato da mentitore. 
Il tuo amore penetri in quelle dimore dell'anima in cui possa riconoscere il mio Dio in tutti gli uomini e amarlo in quanto tale. 
Affretta il momento di baciare il lebbroso che è Cristo.