domenica 22 ottobre 2017

San Giovanni Paolo II, papa - 22 ottobre memoria liturgica

La legge morale naturale consiste nella razionalità che permette all’uomo di distinguere il bene dal male in relazione alla tutela e allo sviluppo della dignità della persona umana. 
Si tratta di valori che trovano il loro fondamento nella nostra comune natura umana e pertanto sono immutabili. 
In particolare, la nostra natura razionale ci mostra qual è il comportamento etico più opportuno per la promozione della dignità dell’uomo in tutti gli aspetti della sua esistenza. 
La legge morale è definita “naturale” giacché fa esclusivamente riferimento alla natura del genere umano e non riguarda in alcun modo la realtà del mondo animale. Poiché l’uomo è dotato di razionalità, le sue azioni non si limiteranno alla propria autoconservazione e alla riproduzione ma dovranno essere conformi alla vita in una società in cui dovrà convivere con altre persone che, condividendo la sua stessa natura, hanno pari dignità, indipendentemente dal loro status sociale, fisico o mentale. 
Va precisato che la legge morale naturale è da ritenersi universale non perché sia ovunque riconosciuta e praticata. In realtà, essa rappresenta l’unico criterio oggettivo razionale mediante cui, in ogni tempo e luogo, è possibile riconoscere ciò che è bene, distinguendolo dalle azioni malvagie, a prescindere dalla mentalità predominante. 
Un‘azione è eticamente giusta quando promuove la dignità di tutte le persone senza calpestare nessuno dei nostri simili. Pertanto, il bene s’identifica in un comportamento sociale che, essendo finalizzato alla tutela di ogni persona, è anche razionale perché non riduce mai l’uomo a uno strumento e lo valorizza come fine dell’agire umano. 
Secondo la legge morale naturale, qualsiasi azione buona è agganciata a un criterio, che deriva la sua oggettività dall’intrinseca razionalità. 
La costatazione che sempre assassinii e ruberie siano avvenuti non dimostra per niente l’equivalenza tra opposti modelli comportamentali, bensì attesta la libertà e nello stesso tempo la limitatezza dell’uomo. Infatti, nessun animale può commettere errori, perché tale creatura è incapace di scegliere razionalmente la condotta da seguire. 
Non a caso, gli animali sono guidati esclusivamente dagli istinti e non possono essere giudicati con dei criteri etici. 
Di conseguenza, la libertà umana trae origine dalla nostra innata intelligenza che ci consente di discernere il bene dal male. 
E possediamo queste caratteristiche essendo stati creati a immagine di Dio..

- san Giovanni Paolo II, papa -




“Il vero significato della legge naturale si riferisce alla natura propria e originale dell'uomo, alla «natura della persona umana», che è la persona stessa nell'unità di anima e di corpo, nell'unità delle sue inclinazioni di ordine sia spirituale che biologico e di tutte le altre caratteristiche specifiche necessarie al perseguimento del suo fine. 
«La legge morale naturale esprime e prescrive le finalità, i diritti e i doveri che si fondano sulla natura corporale e spirituale della persona umana. Pertanto essa non può essere concepita come normatività semplicemente biologica, ma deve essere definita come l'ordine razionale secondo il quale l'uomo è chiamato dal Creatore a dirigere e a regolare la sua vita e i suoi atti e, in particolare, a usare e disporre del proprio corpo». 
Ad esempio, l'origine e il fondamento del dovere di rispettare assolutamente la vita umana sono da trovare nella dignità propria della persona e non semplicemente nell'inclinazione naturale a conservare la propria vita fisica. Così la vita umana, pur essendo un bene fondamentale dell'uomo, acquista un significato morale in riferimento al bene della persona che deve essere sempre affermata per se stessa: mentre è sempre moralmente illecito uccidere un essere umano innocente, può essere lecito, lodevole o persino doveroso dare la propria vita (cf Gv 15, 13) per amore del prossimo o per testimonianza verso la verità. 
In realtà solo in riferimento alla persona umana nella sua «totalità unificata», cioè «anima che si esprime nel corpo e corpo informato da uno spirito immortale», si può leggere il significato specificamente umano del corpo. 
In effetti le inclinazioni naturali acquistano rilevanza morale solo in quanto esse si riferiscono alla persona umana e alla sua realizzazione autentica, la quale d'altra parte può verificarsi sempre e solo nella natura umana. 
Rifiutando le manipolazioni della corporeità che ne alterano il significato umano, la Chiesa serve l'uomo e gli indica la via del vero amore, sulla quale soltanto egli può trovare il vero Dio. 
La legge naturale così intesa non lascia spazio alla divisione tra libertà e natura. 
Queste, infatti, sono armonicamente collegate tra loro e intimamente alleate l'una con l'altra”.



Dio dei nostri padri,
grande e misericordioso,
Signore della pace e della vita,
Padre di tutti.
Tu hai progetti di pace e non di afflizione,
condanni le guerre
e abbatti l'orgoglio dei violenti.
Tu hai inviato il tuo Figlio Gesù
ad annunziare la pace ai vicini e ai lontani,
a riunire gli uomini di ogni razza
e di ogni stirpe
in una sola famiglia.
Ascolta il grido unanime dei tuoi figli,
supplica accorata di tutta l'umanità:
mai più la guerra, avventura senza ritorno,
mai più la guerra, spirale di lutti e di violenza,
minaccia per le tue creature,
in cielo, in terra e in mare.
In comunione con Maria, la Madre di Gesù,
ancora ti supplichiamo:
parla ai cuori dei responsabili
delle sorti dei popoli,
ferma la logica della ritorsione
e della vendetta,
suggerisci con il tuo spirito soluzioni nuove,
gesti generosi e onorevoli,
spazi di dialogo e di paziente attesa
più fecondi delle affrettate scadenze
della guerra.
Concedi al nostro tempo giorni di pace.
Mai più la guerra!

- San Giovanni Paolo II, papa -