giovedì 8 novembre 2018

L'Odio - Wislawa Szymborska

Ha la vista acuta del cecchino
e guarda risoluto al futuro.
Guardate com’è sempre efficiente,
come si mantiene in forma
nel nostro secolo l’odio.
Con quanta facilità supera gli ostacoli.
Come gli è facile avventarsi, agguantare.
Non è come gli altri sentimenti.
Insieme più vecchio e più giovane di loro.
Da solo genera le cause
che lo fanno nascere.
Se si addormenta, il suo non è mai un sonno eterno.
L’insonnia non lo indebolisce ma lo rafforza.
Religione o non religione –
purché ci si inginocchi per il via
Patria o no -
purché si scatti alla partenza.
Anche la giustizia va bene all’inizio.
Poi corre tutto solo.
L’odio. L’odio.
Una smorfia di estasi amorosa
gli deforma il viso.
Oh, quegli altri sentimenti –
malaticci e fiacchi!
Da quando la fratellanza
può contare sulle folle?
La compassione è mai
arrivata per prima al traguardo?
Il dubbio quanti volenterosi trascina?
Lui solo trascina, che sa il fatto suo.
Capace, sveglio, molto laborioso.
Occorre dire quante canzoni ha composto?
Quante pagine ha scritto nei libri di storia?
Quanti tappeti umani ha disteso
su quante piazze, stadi?
Diciamoci la verità:
sa creare bellezza
Splendidi i suoi bagliori nella notte nera
Magnifiche le nubi degli scoppi nell’alba rosata.
Innegabile è il pathos delle rovine
e l’umorismo grasso
della colonna che vigorosa le sovrasta.
È un maestro del contrasto
tra fracasso e silenzio
tra sangue rosso e neve bianca.
E soprattutto non lo annoia mai
il motivo del lindo carnefice
sopra la vittima insozzata.
In ogni istante è pronto a nuovi compiti.
Se deve aspettare aspetterà.
Lo dicono cieco. Cieco?
Ha la vista acuta del cecchino
e guarda risoluto al futuro.
– lui solo.

-Wislawa Szymborska -






«La vita è un mistero da vivere, non un problema da risolvere».


- Gandhi - 




La vita non è fatta tanto di problemi da risolvere quanto di misteri da rispettare. 
Ci piace fissare degli obbiettivi, degli scopi da raggiungere, mentre la vita è innanzitutto uno slancio verso qualcosa che non si conosce. 
Ecco perché il nostro destino si inscrive in una convergenza di misteri: mistero degli eventi, degli incontri, del concorso di circostanze, dei risvolti delle situazioni, tutte cose che non dipendono affatto dalla nostra volontà. 
Rainer Maria Rilke, nelle sue famose "Lettere a un giovane poeta", dava questo straordinario consiglio: 

«Sforzatevi di amare le vostre stesse domande, ognuna come una stanza che vi è preclusa, come un libro scritto in una lingua straniera. Non cercate per il momento delle risposte che non possono esservi date. Limitatevi per il momento a vivere le vostre domande. Può darsi che, semplicemente vivendole, un giorno finirete per entrare inconsapevolmente nelle risposte ».




Buona giornata a tutti. :)









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