mercoledì 26 luglio 2017

Risposte vere, non vaghe consolazioni - Don Marino Gobbin

Nel momento della malattia al medico noi chiediamo precise diagnosi e terapie efficaci; a Dio domandiamo il «perché» dei momenti di sofferenza e la forza per affrontarli. 
Dio la risposta non ce la nega; il nostro problema è riuscire a capire le sue risposte, essere attenti a quando lui ci parla. 
Vorremmo tutti aiutarci a comprendere le risposte di Dio (che non sono sempre nella linea della guarigione). 
Quella che noi stiamo vivendo ora è solo la fase iniziale della nostra vita; la potremmo chiamare il tempo della nostra gestazione. 
Noi nasceremo pienamente quando usciremo dal grembo della storia (per ora siamo ancora chiusi dentro le coordinate del tempo e dello spazio). 
Il nostro rischio è pensare che tutta la vita sia quella che stiamo vivendo. 
Dio ha una visione completa della nostra storia e del suo destino; egli solo può valutare in senso corretto quello che stiamo vivendo. 
Lui soltanto può dirci il valore dei momenti che viviamo. 
E nella storia di Gesù,  Dio ci dà delle indicazioni splendide. 
Non dobbiamo aspettarci delle risposte, ma l’indicazione di piste per cercare delle risposte alle domande che la sofferenza ci fa nascere. 
E tutte le piste portano al «Figlio dell’Uomo», Gesù, e alla sua vicenda. 
Le sue parole hanno la forza di seduzione delle parole di Dio, i suoi gesti incantano come una carezza... la carezza di Dio. 
Sì, ecco l’altro aspetto che poteva essere enucleato a titolo di questa conversazione senza per questo né impoverirla, né irriderla: «La sofferenza, carezza di Dio». 
Una carezza dura,  impossibile comprenderla senza la luce della fede, ma nel momento in cui ci si apre a Dio tutto cambia… 
Una forza nuova, impossibile a noi mortali ci fa puntare in alto e allora ecco la santità, la gioia, la pace che va diffondendosi… 
Tutto ciò possiamo comprenderlo con questo piccolo e illuminante racconto…

- Don Marino Gobbin -
Una favola africana 




Ben Sadok, un uomo malvagio, passò per un’oasi. 
Aveva un carattere così stizzoso che non riusciva a stare a guardare niente di buono o di bello senza poi guastarlo. 
Al margine dell’oasi c’era una giovane palma nella fase più bella della sua crescita; essa punse il malvagio arabo negli occhi. 
Allora questi prese una pietra pesante e la pose sulla corona della giovane palma. Dopo questa prodezza se ne andò con un sorriso malvagio. 
La giovane palma si scrollò, si piegò, cercò di liberarsi dal peso. Ma invano. 
Il masso era proprio incastrato nella corona. Allora il giovane albero si ancorò più profondamente al suolo e spinse contro il masso di pietra. 
Affondò talmente tanto le sue radici che raggiunse una sorgente d’acqua nascosta, sollevò così il masso talmente in alto, che la sua corona superò ogni ombra. 
L’acqua dal basso e il calore del sole dall’alto fecero del giovane albero una palma maestosa. 
Dopo alcuni anni Ben Sadok ritornò, per rallegrarsi malvagiamente della palma nana. Cercò invano. Allora la palma più superba inchinò la sua corona mostrando il masso e disse: «Ben Sadok, ti devo ringraziare, il tuo masso mi ha reso forte». 




Grazie della Croce 

Signore, ti ringrazio perché mi hai chiamato a Te attraverso la sofferenza, 
hai posato il Tuo sguardo misericordioso su di me, 
Tu hai guardato la forza delle mie spalle e in base alla mia forza, 
mi hai affidato una Croce da portare. 
Il mio cuore non era preparato 
e per dieci anni ha vacillato sotto il suo peso 
facendomi sprofondare nel fango. 
La disperazione del dolore mi ha [abbruttito] facendomi valere niente. 
È bastato che Tu, Signore, 
venissi nel mio cuore hai dato la forza alle mie stanche spalle, 
mi hai aiutato a risollevare la pesante Croce, 
mi hai fatto uscire del fango… 
Sei Tu la mia forza, Signore. 
Più grande è stata la Croce è più grande è la gioia che mi dai Tu. 
Tu hai reso la mia Croce leggera e soave, Tu mi dai la gioia nel dolore. 
Grazie, o mio Signore. 

Nino Baglieri 
(11.9.1982)




Buona giornata a tutti. :-)






martedì 25 luglio 2017

La vita giocatevela bene di Tonino Bello

Questo bisogno profondo di felicità che voi avvertite nel cuore Ragazze e ragazzi che state sperimentando la soglia dei 18 anni, c’è una cosa che accomuna tutti quanti, il vescovo e voi, un adolescente e una donna anziana, i credenti e i non credenti, gli atei e i santi, le monache di clausura che si alzano nel cuore della notte in preghiera e coloro che nel cuore della notte fanno delle rapine a mano armata…tutti quanti: il bisogno profondo di felicità. Sperimentiamo davvero, credenti e non credenti, la verità delle parole che Sant’Agostino diceva, anche lui alla ricerca ansiosa di spezzoni di felicità, che potessero riempirgli il cuore: “Oh Dio, tu ci hai fatto per te e il nostro cuore è inquieto finché non trova riposo in te”. 
Se anche voi perseguite questo bisogno di felicità che avvertite nel vostro cuore, non andate ad appagarlo a cisterne screpolate, o a fontane inquinate, a bòtti che hanno il vino diventato ormai aceto…
Il nostro cuore è inquieto: abbiamo un’inquietudine profonda, ma c’è chi appaga questo suo desiderio di felicità bevendo a fontane inquinate: chi si tuffa nell’alcool, nella droga, chi si tuffa nel piacere, chi insegue sogni di grandezza, chi si lascia affascinare dal mito della bellezza, al punto che si dispera per esempio per avere i capelli ricci invece che lisci, lunghi invece che corti… 
C’è gente che pensa di appagare il desiderio di felicità buttandosi a capofitto in amori fluttuanti, che durano lo spazio di un’estate… 
Allora, questo bisogno di felicità ce l’abbiamo tutti quanti; alcuni lo appagano in questi modi, a volte effimeri. Per esempio un modo per appagare il bisogno di felicità è quello dei soldi: c’è della gente che è presa, strangolata dalla smania di possesso, di accumulare, di avere… è incredibile quanta gente c’è che per il denaro si vende l’anima, si spappola la vita, si sgretola la felicità domestica...
Non potrò mai dimenticare quando alcuni anni fa andai negli Stati Uniti, e una sera un uomo che ha fatto fortuna aveva voluto invitarmi, e io ho accettato; mi ha mandato una macchina lunga da qui fino in fondo lì, c’era tutto - mancava solo la vasca da bagno - mandò il suo autista personale… in una villa lussuosa con due o tre piscine… e quest’uomo a tavola che continuava a dirmi delle sue ricchezze che aveva in Florida, nel Massachussets… e quando disse poi che aveva intenzione di mettere lo sterzo d’oro, io gli accennai che sulla terra ci sono moltissimi poveri, lui mi guardò… e io sorrisi a sua figlia, aveva un volto bellissimo, stava proprio di fronte a me… anche la ragazza, che capiva l’italiano, mi ricambiò col sorriso. 
E poi qualche minuto dopo venne il cameriere, prese la ragazza, una ragazza paralitica, l’unica figlia che aveva… 
Dico, guarda un po’… questo è un uomo arrivato, un uomo ricchissimo, però ti accorgi che ha anche lui questa sofferenza… 
Ci sono per fortuna coloro che si accostano a fontane di acqua chiara e limpida: c’è qualcosa che scavalca gli appagamenti momentanei… 
Anche per ciò che riguarda la vostra vita affettiva, coltivate dei sogni bellissimi, trovare un compagno, una compagna che dia pienezza alla vostra esistenza, che dia il gaudio di vivere, su cui puntare, giocarsi tutta l’esistenza… 
E’ bellissimo, coltivate queste cose, e coltivatele in trasparenza, in purezza interiore, perché non c’è nessuna esperienza al mondo di quella che voi alla vostra età vivete: proiettare su di una creatura i sogni del vostro futuro. 
È bellissimo… 
Coltivate questi “sogni diurni”, coltivateli! 
Queste non sono utopie, sono “eu-topie”, non sono il “non-luogo” ma sono il “buon luogo”, il luogo dove veramente si sperimenta la felicità. 
Però ricordate anche che questa esperienza è contrassegnata dal limite, perché la ragazza che vi sta accanto nella vita può essere splendida, bellissima, come la diva più luminosa di Hollywood, degli schermi televisivi; quel ragazzo che vi sta accanto può essere più bravo, più svelto degli atleti più formidabili che vediamo ogni tanto ingombrare i nostri teleschermi, può essere intelligente… ma dopo ne sperimenti il limite, dopo un po’ ne sperimenti il limite grazie a Dio! 
Meno male che tutti hanno un limite… tutti hanno un limite… e qualche volta non c’è soddisfazione più grande, quando si leggono certi articoli su questo o su quell’altro personaggio, e ti accorgi che anche lui ha i suoi difetti… 
C’è il limite! Ragazzi, che cosa voglio dirvi con questo discorso? 
La vita giocatevela bene, non bruciatela. 
Ragazzi, ragazze, questo io vorrei dirvi: la vita giocatevela bene… non perché la si vive soltanto una volta… ma giocatevela bene! 
Qualche volta voi sapete che rischio correte? 
Che in questa vostra smania di libertà, di grandezza, di orizzonti larghi, invece che raggiungere gli orizzonti larghi vi incastrate nei blocchi… 
Qualche volta noi corriamo proprio questo rischio: andiamo alla ricerca di obiettivi che pensiamo ci debbano liberare e invece ci danno proprio la prigione… 
Vivetela bene la vostra vita… non bruciatela! 
E’ splendido, soprattutto se voi la vostra vita la mettete al servizio degli altri… non è la conclusione moraleggiante di un vescovo di passaggio che viene a rifilarvi degli scampoli di omelia che non è riuscito a riciclare in chiesa e allora viene a darle qui... no no… 
Sto dicendo davvero! 
Questo è un fatto umano. 
Io sono convinto che se voi la vostra vita la spendete per gli altri, la mettete a disposizione degli altri, voi non la perdete! 
Perderete il sonno, ma non la vita! La vita è diversa dal sonno. 
Perderete il denaro, ma non la vita! La vita è diversa dal denaro. 
Perderete la quiete, ma non la vita! La vita travalica la quiete, soprattutto la quiete sonnolenta ruminante del gregge… 
Perderete tantissime cose… 
Perderete la salute, ma non la vita! 
Abbiamo sentito una canzone qualche sera fa nella cattedrale di Terlizzi ad un incontro per i giovani… facemmo mettere una canzone di Zucchero che diceva: “… voglio amare fino a che il cuore mi faccia male…”. 
Io vi auguro, ragazzi, che voi possiate essere capaci di amare a tal punto che il cuore veramente vi faccia male! Lo dico a tutti, indipendentemente dalla vostra esperienza religiosa, anche se c’è qualcuno che è molto lontano… sono convinto che è una cosa che tocca anche loro, starei per dire soprattutto loro! Vi auguro che possiate veramente amare, amare la vita, amare la gente, amare la storia, amare la geografia, cioè la Terra… a tal punto che il cuore vi faccia male… e ogni volta che vedete non soltanto queste ignominie che si compiono, queste oppressioni crudeli, queste nuove Hiroshima e Nagasaki, questi nuovi campi di sterminio. 
Di fronte a queste cose voi potreste dire: “Ma noi cosa possiamo fare?” ma io credo che pure nel piccolo qualche cosa potreste fare: il rispetto… Il rispetto dei volti, il rispetto delle persone, il rispetto… La bellezza… la cura della bellezza, che non è qualcosa di effimero… è la bellezza che salverà il mondo. Coltivate la bellezza del vostro corpo, la bellezza del vostro vestire, cioè l’eleganza non fatta di abiti firmati… non quella… l’eleganza, la semplicità. La bellezza del vostro sguardo: non potete immaginare quanta luce dà a chi è triste… non sono un romantico, ma non potete immaginare quanta voglia di vivere produce uno sguardo generoso che voi date su di una persona che è triste, su di un passante. 
Non c’è ricchezza al mondo, non c’è denaro che ti ripaghi… 
La scoperta di Dio, ragazzi, anche a voi che probabilmente siete molto scettici… la scoperta di Dio nelle cose belle che Lui ci dà… nella natura… e l’intuire la presenza di questo essere più grande di noi… che fa i miracoli ogni giorno e noi magari non li sappiamo cogliere. 
La vita è dura per tutti quanti, è difficile per tutti quanti, però io voglio indicarvi oggi una fontana a cui potersi abbeverare e trovare non la felicità piena, ma trovare soprattutto la forza per camminare, per andare avanti e trovare la felicità nell’ascolto della Parola del Signore, il Vangelo. 
Devo rispettare la laicità della scuola, non sono venuto a farvi una catechesi oggi, però vi dico soltanto: “Tu sei felice?” 
I miei problemi il Signore non me li risolve, li devo risolvere io. Però mi dà il significato di questi problemi, cioè il senso, l’orientamento… 
Dà senso ai miei problemi, al mio tormento, alle mie lacrime, al mio pianto… ma anche alla mia gioia, al mio andare avanti, al mio camminare… 
Dà senso… Non sono spezzoni slegati! 
Molte volte la nostra vita è fatta di spezzoni, di cose “sbullonate” tra di loro, messe nella coppetta della ruota, come fa il meccanico… e noi non sappiamo più decifrare l’ingranaggio, l’avvitamento giusto, e andiamo inseguendo gli spezzoni. 
Anche voi ragazzi, alla vostra età, provate momenti di felicità, ce ne sono… tu vorresti fermarli per sempre... Macché! 
Passano, passano… questa è l’ingiustizia!
Perché momenti di ebbrezza, di felicità, di luce ce li abbiamo tutti! Per un momento ti sembra di possedere il mondo... però è tutto fugace. ....

- don Tonino Bello -





«Cosa vuole da te il Signore? Egli vuole che dovunque vada, ovunque tu esprima fatica, ovunque metta in atto la tua esistenza, possa sentirsi il buon profumo di Cristo, e che ti lasci scavare l'anima dalle lacrime dei poveri, di coloro che soffrono, e interpreti la vita come dono e non come peso».


lunedì 24 luglio 2017

Gesù non è uno dei tanti fondatori di religioni, ma è il Figlio del Dio vivente - papa Benedetto XVI

Ci sono due modi di “vedere” e di “conoscere” Gesù: uno – quello della folla – più superficiale, l’altro – quello dei discepoli – più penetrante e autentico. 
Con la duplice domanda: “Che cosa dice la gente – Che cosa dite voi di me?”, Gesù invita i discepoli a prendere coscienza di questa diversa prospettiva. 
La gente pensa che Gesù sia un profeta. Questo non è falso, ma non basta; è inadeguato. Si tratta, in effetti, di andare in profondità, di riconoscere la singolarità della persona di Gesù di Nazaret, la sua novità. 
Anche oggi è così: molti accostano Gesù, per così dire, dall’esterno. 
Grandi studiosi ne riconoscono la statura spirituale e morale e l’influsso sulla storia dell’umanità, paragonandolo a Buddha, Confucio, Socrate e ad altri sapienti e grandi personaggi della storia. 
Non giungono però a riconoscerlo nella sua unicità. Viene in mente ciò che disse Gesù a Filippo durante l’Ultima Cena: “Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo?” (Gv 14,9). 
Spesso Gesù è considerato anche come uno dei grandi fondatori di religioni, da cui ognuno può prendere qualcosa per formarsi una propria convinzione. Come allora, dunque, anche oggi la “gente” ha opinioni diverse su Gesù. 
E come allora, anche a noi, discepoli di oggi, Gesù ripete la sua domanda: “E voi, chi dite che io sia?”. Vogliamo fare nostra la risposta di Pietro. Secondo il Vangelo di Marco Egli disse: “Tu sei il Cristo” (8,29); in Luca l’affermazione è: “Il Cristo di Dio” (9,20); in Matteo suona: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente” (16,16); infine in Giovanni: “Tu sei il Santo di Dio” (6,69). Sono tutte risposte giuste, valide anche per noi.


- papa Benedetto XVI -
Omelia, Basilica Vaticana, 29 giugno 2007


Credo in Dio e credo nell'uomo, quale immagine di Dio.
Credo negli uomini, nel loro pensiero, nel valore della loro sterminata fatica.
Credo nella vita come dono e come durata, come possibilità illimitata di elevazione, non prestito effimero dominato dalla morte.
Credo nella gioia: la gioia di ogni stagione, di ogni tappa, di ogni aurora, di ogni tramonto, di ogni volto, di ogni raggio di luce che parta dal cervello, dai sensi, dal cuore.
Credo nella famiglia del sangue e nella famiglia prescelta per il mio lavoro.
Credo nel dovere di servire il bene comune perché giustizia, libertà e pace siano a fondamento della vita sociale.
Credo nella possibilità di una grande famiglia umana e nell'unità dei cristiani quale Cristo la volle.
Credo nella gioia dell'amicizia, nella fedeltà e nella parola degli uomini.
Credo in me stesso, nella capacità che Dio mi ha conferito, perché possa sperimentare la più grande fra le gioie, che è quella del donare e del donarsi.
In questa fede voglio vivere, per questa fede voglio lottare e con questa fede voglio addormentarmi in attesa del grande, gioioso risveglio.

(Padre Giulio Bevilacqua)
(1881-1965)



Buona giornata a tutti. :-)





domenica 23 luglio 2017

da: "Paolo VI segreto" - Jean Guitton

«C’è un grande turbamento in questo momento nel mondo della Chiesa, e ciò che è in questione è la fede. 
Capita ora che mi ripeta la frase oscura di Gesù nel Vangelo di san Luca: “Quando il Figlio dell’Uomo ritornerà, troverà ancora la fede sulla Terra?”. Capita che escano dei libri in cui la fede è in ritirata su punti importanti, che gli episcopati tacciano, che non si trovino strani questi libri. 
Questo, secondo me, è strano. 
Rileggo talvolta il Vangelo della fine dei tempi e constato che in questo momento emergono alcuni segni di questa fine. 
Siamo prossimi alla fine? 
Questo non lo sapremo mai. Occorre tenersi sempre pronti, ma tutto può durare ancora molto a lungo.
Ciò che mi colpisce, quando considero il mondo cattolico, è che all’interno del cattolicesimo sembra talvolta predominare un pensiero di tipo non cattolico, e può avvenire che questo pensiero non cattolico all’interno del cattolicesimo diventi domani il più forte.
Ma esso non rappresenterà mai il pensiero della Chiesa. Bisogna che sussista un piccolo gregge, per quanto piccolo esso sia» 

- Papa Paolo VI, 8 settembre 1977 -
in: Jean Guitton, “Paolo VI segreto", Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (MI) 2002, pp. 152-153)...



Guai a me se non predicassi il Vangelo" (Cor 9,16)


Io sono mandato da Lui, da Cristo stesso per questo.
Io sono apostolo, io sono testimone.
Quanto più è lontana la meta,
quanto più difficile è la mia missione,
tanto più urgente è l'amore che a ciò mi spinge.
Io devo confessare il suo nome:
Gesù è il Cristo Figlio di Dio vivo!

Egli è il rivelatore di Dio invisibile.
È il primogenito di ogni creatura.
È il fondamento di ogni cosa.
Egli è il Maestro dell'umanità.
Egli è il Redentore.
Egli è nato, è morto, è risorto per noi.
Egli è il centro della storia e del mondo.
Egli è colui che ci conosce e ci ama.
Egli è il compagno e l'amico della nostra vita.
Egli è l'uomo del dolore e della speranza.

È colui che deve venire
e che deve un giorno essere il nostro giudice e,
come noi speriamo,
la pienezza eterna della nostra esistenza:
la nostra felicità.
Io non finirei più di parlare di Lui.
Egli è la Luce e la Verità;
anzi, Egli è la Via, la Verità e la Vita (Gv 14, 6).
Egli è il pane, la fonte di acqua viva
per la nostra fame e per la nostra sete.
Egli è il pastore, la nostra guida,
il nostro esempio, il nostro conforto, il nostro fratello.

Come noi e più di noi Egli è stato piccolo, povero,
umiliato, lavoratore e paziente nella sofferenza.
Per noi Egli ha parlato, ha compiuto miracoli,
ha fondato un Regno nuovo, dove i poveri sono beati,
dove la pace è principio di convivenza,
dove i puri di cuore ed i piangenti
sono esaltati e consolati,
dove quelli che aspirano alla giustizia sono rivendicati,
dove i peccatori possono essere perdonati,
dove tutti sono fratelli.

Gesù Cristo: a voi cristiani io ripeto il suo nome,
a tutti io lo annunzio:
Gesù Cristo è il Principio e la Fine, l'Alfa e l'Omega.

Egli è il Re del Mondo nuovo.
Egli è il segreto della storia.
Egli è la chiave dei nostri destini.
Egli è il mediatore, il ponte fra la terra ed il cielo.
Egli è per antonomasia il figlio dell'uomo perché  Egli è il
Figlio di Dio eterno, infinito.
È il figlio di Maria Vergine,
la benedetta fra tutte le donne,
sua Madre nella carne e madre nostra
nella partecipazione allo Spirito del Corpo Mistico.

Gesù Cristo!

Ricordate!: questo è il nostro perenne annunzio,
è la voce che noi facciamo risuonare per tutta la terra,
per tutti i secoli dei secoli.
Amen.



         - Papa Paolo VI -



Buona giornata a tutti. :-)






sabato 22 luglio 2017

La trappola per topi

Un topo stava guardando attraverso un buco nella parete, spiando quello che il contadino e sua moglie stavano facendo. Avevano appena ricevuto un pacco e lo stavano scartando tutti contenti.
"Sicuramente conterrà del cibo" pensò il topo.
Ma quando il pacco fu aperto il piccolo roditore rimase senza fiato. Quella che il contadino teneva in mano non era roba da mangiare, era una trappola per topi!
Spaventato, il topo cominciò a correre per la fattoria gridando: "State attenti! C'è una trappola per topi in casa! C'è una trappola per topi in casa!".
La gallina, che stava scavando per terra alla ricerca di semi e vermetti, alzò la testa e disse: "Mi scusi, signor Topo, capisco che questo può costituire per lei un grande problema, ma una trappola per topi non mi riguarda assolutamente. Sinceramente non mi sento coinvolta nella sua paura". E, detto questo, si rimise al lavoro per procurarsi il pranzo.
Il topo continuò a correre gridando: "State tutti attenti! C'è una trappola per topi in casa! C'è una trappola per topi in casa!". Casualmente incontrò il maiale che gli disse con aria accattivante: "Sono veramente dispiaciuto per lei, signor Topo, veramente dispiaciuto, mi creda. ma non c'è assolutamente nulla che io possa fare".
Ma il topo aveva già ripreso a correre verso la stalla dove una placida mucca ruminava, sonnecchiando, il suo fieno.
"Una trappola per topi? - gli disse - E lei crede che costituisca per me un grave pericolo?". Fece una risata e riprese a mangiare tranquillamente.
Il topo, triste e sconsolato, ritornò alla sua tana preparandosi a dover affrontare la trappola tutto da solo.
Proprio quella notte, in tutta la casa si sentì un fortissimo rumore, proprio il suono della trappola che aveva catturato la sua preda. 
La moglie del contadino schizzò fuori dal letto per vedere cosa c'era nella trappola ma, a causa dell'oscurità, non si accorse che nella trappola era stato preso un grosso serpente velenoso. Il serpente la morse.
Subito il contadino, svegliato dalle urla di lei, la caricò sulla macchina e la portò all'ospedale dove venne sottoposta alle prime cure. Quando ritornò a casa, qualche giorno dopo, stava meglio ma aveva la febbre alta. Ora tutti sanno che quando uno ha la febbre non c'è niente di meglio che un buon brodo di gallina. E così il contadino andò nel pollaio e uccise la gallina trasformandola nell'ingrediente principale del suo brodo. 
La donna non si ristabiliva e la notizia del suo stato si diffuse presso i parenti che la vennero a trovare e a farle compagnia. Allora il contadino pensò che, per dare da mangiare a tutti, avrebbe fatto meglio a macellare il suo maiale. E così fece.
Finalmente la donna guarì e il marito, pieno di gioia, organizzò una grande festa a base di vino novello e bistecche cotte sul barbecue. Inutile dire quale animale fornì la materia prima.

Morale: la prossima volta che voi sentirete qualcuno che si trova davanti ad un problema e penserete che in fin dei conti la cosa non vi riguarda, ricordatevi che quando c'è una trappola per topi in casa tutta la fattoria è in pericolo.



 Io e l'altro

Se qualcuno ti chiede
di andare con lui per un miglio,
va' insieme per due miglia.
Quando uno
sarà tentato di stanchezza,
l'altro l'aiuterà a non fermarsi,
e quando uno
smarrirà per un istante il cammino,
l'altro sarà pronto
a dare la vita per lui.

Cammina con qualunque tempo:
il grano matura
con il sole e con la pioggia.



Buona giornata a tutti. :-)




venerdì 21 luglio 2017

La benedizione – don Bruno Ferrero

Nella comunità dell'Arca dove aveva deciso di vivere, dopo una vita passata nel mondo universitario, un giorno il celebre padre Henri Nouwen fu avvicinato da una handicappata della comunità che gli disse: "Henri, mi puoi benedire?".
Padre Nouwen rispose alla richiesta in maniera automatica, tracciando con il pollice il segno della croce sulla fronte della ragazza.
Invece di essere grata, lei protestò con veemenza: "No, questa non funziona. Voglio una vera benedizione!".
Padre Nouwen si accorse di aver risposto in modo abitudinario e formalistico e disse: "Oh, scusami... ti darò una vera benedizione quando saremo tutti insieme per la funzione".
Dopo la funzione, quando circa una trentina di persone erano sedute in cerchio sul pavimento, padre Nouwen disse: "Janet mi ha chiesto di darle una benedizione speciale. Lei sente di averne bisogno adesso".
La ragazza si alzò e andò verso il sacerdote, che indossava un lungo abito bianco con ampie maniche che coprivano sia le mani che le braccia. Spontaneamente Janet lo abbracciò e pose la testa contro il suo petto. Senza pensarci, padre Nouwen la avvolse con le sue maniche al punto di farla quasi sparire tra le pieghe del suo abito.
Mentre si tenevano l'un l'altra padre Nouwen disse: "Janet, voglio che tu sappia che sei l'Amata Figlia di Dio. Sei preziosa agli occhi di Dio. Il tuo bel sorriso, la tua gentilezza verso gli altri della comunità e tutte le cose buone che fai, ci mostrano che bella creatura tu sei. So che in questi giorni ti senti un po' giù e che c'è della tristezza nel tuo cuore, ma voglio ricordarti chi sei: sei una persona speciale, sei profondamente amata da Dio e da tutte le persone che sono qui con te".
Janet alzò la testa e lo guardò; il suo largo sorriso dimostrò che aveva veramente sentito e ricevuto la benedizione.
Quando Janet tornò al suo posto, tutti gli altri handicappati vollero ricevere la benedizione. Anche uno degli assistenti, un giovane di ventiquattro anni, alzò la mano e disse: "E io?".
"Certo", rispose padre Nouwen. "Vieni".
Lo abbracciò e disse: "John, è cosi bello che tu sia qui. Tu sei l'Amato Figlio di Dio. La tua presenza è una gioia per tutti noi. Quando le cose sono difficili e la vita è pesante, ricordati sempre che tu sei Amato di un amore infinito".
Il giovane lo guardò con le lacrime agli occhi e disse: "Grazie, grazie molte".


La sensazione di essere maledetti spesso colpisce più facilmente che la sensazione di essere benedetti.
Dobbiamo riscoprire il senso e la bellezza della benedizione.
E quando le cose sono difficili e la vita è pesante ricordati chi sei: sei una persona speciale, sei profondamente amato da Dio e da tutte le persone che sono con te.

- don Bruno Ferrero -
Fonte:  Solo il vento lo sa di Bruno Ferrero




La benedizione di Dio non è né ricchezza né salute né fortuna, ma semplicemente la luce: luce interiore, luce per camminare e scegliere, luce da gustare. 
Dio benedice con la luce: vale a dire ponendoti accanto persone dal volto e dal cuore di luce. Cui dire: mi basta vederti. Per sapere che Dio c'è, che Dio è luce. E il tuo cuore ti dirà che tu sei fatto per la luce. 

- Padre Ermes Ronchi - 



Buona giornata a tutti. :-)





giovedì 20 luglio 2017

La domanda essenziale - Padre Anthony de Mello

C’era un uomo che non dava tregua al buon Dio con richieste di ogni genere.
Un giorno Dio gli apparve e gli disse: "Non ne posso più! Ho deciso di concederti tre desideri, e non uno di più".
L'uomo, incredulo, chiese: "Mi concederesti davvero qualsiasi cosa io chieda?.
"Sì", rispose il Signore, "ma solo tre richieste e basta!".
"Be'", disse l'uomo, "mi vergogno un po' a dirtelo, ma non sopporto più mia moglie. È una rompiscatole senza eguali. Vorrei davvero liberarmene".
E Dio disse: "Che il tuo desiderio sia esaudito". E sua moglie morì. 
L'uomo era felicissimo. Si sentiva un po' in colpa, ma il sollievo per l'assenza della moglie era enorme, e lui pensò: "Sposerò un'altra donna, e più giovane!". Quando i parenti si riunirono per il funerale iniziarono ad elogiare la defunta e a decantarne le virtù, e l'uomo capì all'improvviso che cosa aveva fatto. Pianse e si disperò, dicendosi: "Avevo una donna fedele, che mi amava, e non me ne sono accorto, non l'ho saputa apprezzare!". 
Si appartò con Dio e gli chiese: "Ti prego, riportala in vita!". 
Dio rispose: "Va bene. Secondo desiderio accordato".

Ora non gli rimaneva che un desiderio, e non sapeva cosa chiedere.

Consultò amici e parenti. Alcuni proposero: "Chiedi i soldi. Con i soldi si può ottenere ciò che si vuole". 
Altri dissero: "A che servono i soldi se non hai la salute? Chiedi la salute. 
Un altro amico gli disse: "A che serve la salute se prima o poi devi morire? Chiedi l'immortalità!". E un altro ancora: "A che serve l'immortalità se non hai nessuno che ti ami? Chiedi l'amore!" Così l'uomo riflettette, ragionò, si arrovellò e passò un anno. 
Poi ne passarono cinque, poi dieci, e alla fine Dio si presentò e gli chiese: "Quando ti deciderai a chiedermi il tuo terzo desiderio?". 
L'uomo rispose, contrito: "Signore, sono tutto confuso, non so cosa chiedere. Potresti suggerirmi cosa chiedere?".

Il Signore rise e disse: "E va bene, ti dirò io cosa chiedere: chiedi di essere felice qualsiasi cosa possa capitarti. Qui sta il segreto!".

- Padre Anthony de Mello -




Non dovete fare niente per essere felici. Non potete acquistare la felicità. Sapete perché? Perché ce l'avete già. Ce l'avete proprio ora, ma continuate ad ostacolarla con la vostra stupidità.

- Padre Anthony De Mello -
Da: Messaggio per un pesciolino che ha sempre sete, Editore Piemme



Buona giornata a tutti. :-)