lunedì 18 giugno 2012

... perchè continuate a ostinarvi contro l'aborto?...

Possibile che anche voi che sembrate intelligenti non capite che è un gran bene per lo Stato, per la famiglia, per la società che si impedisca che vengano al mondo bambini indesiderati, che soffrirebbero e farebbero soffrire, che avrebbero una vita d'inferno .....

Eccovi cinque casi:

- Una coppia, lui asmatico e lei tubercolotica, hanno avuto 4 figli: il primo cieco, il secondo sordo, il terzo nato morto, il quarto ha ereditato la malattia del padre. La donna è di nuovo incinta. Consiglieresti l'aborto?
- Un bianco stupra una ragazzina negra di 13 anni che resta incinta. Se tu fossi il padre le consiglieresti di interrompere la gravidanza?
- Una signora rimane incinta. Ha già altri figli, il marito è in guerra e lei, ammalata, non ha molto da vivere. Le consiglieresti di sbarazzarsi del bimbo che porta in grembo?
- Una coppia estremamente povera ha avuto 14 figli. Vivono nella fame. Incoraggeresti la donna ad abortire il suo 15° rampollo?
- Una ragazza di poco più di 15 anni resta incinta. Non è sposata e il padre del bebè non è il promesso sposo. Le diresti che è meglio abortire?

Allora, se rispondete sì, avreste impedito che venisse al mondo nel:


1° caso Ludwig van Beethoven, uno dei maggiori geni musicali del mondo;

nel 2° Ethel Wathers, una delle più famose cantanti nere di blues;

nel 3° avresti ucciso Papa Woityla e ciò non ha bisogno di commenti;

nel 4° John Wesley, il fondatore dei metodisti, uno dei più grandi predicatori del Settecento.
 
E nel 5° caso, cari signori e signore, avreste impedito che venisse al mondo Gesù Cristo!



La foto, è la testimonianza visiva di un intervento di schiena bifida su un feto di appena 21 settimane (cioè in un’età gestazionale in cui è consentito l’aborto). La mano che afferra il dito del chirurgo che lo sta operando è quella di Samuel Alexander Armas nato il 28 dicembre del 1999. Michael Clancy, il fotografo autore di questo scatto, stava documentando l’operazione realizzata all’università Vanderbilt di Nashville in Tennessee, ad un certo punto, in maniera del tutto inaspettata, la mano di Samuel uscì dall’utero della madre ed afferrò il dito del chirurgo, il dottor Joseph Bruner.

«La foto è straordinaria perchè è una testimonianza di vita. Si sta operando un bambino vivo» ci spiega Felice Achilli, primario di cardiologia presso l’ospedale di Lecco e presidente di Medicina e Persona, l’associazione di operatori sanitari che per prima in Italia pubblicò questa foto. «Quando pubblicammo questa foto – continua Achilli – l’accompagnammo con alcune righe in cui spiegavamo cosa rappresentava e perché avevamo deciso di pubblicarla. Quel testo finiva con questa parole: "La vita è cosa cui val la pena di aggrapparsi, in ogni condizione. L’arte medica ha lo scopo di proteggere questo desiderio per la vita, anche là dove non può essere pienamente espresso"». Sembra infatti impossibile scindere quell’immagine da ciò che rappresenta: il tentativo di un medico di permettere ad un bambino di nascere sano.

La schiena bifida, infatti, è una delle cause maggiori di invalidità in età pediatrica. Si calcola che ne sia affetto circa un bambino su 1000. Nella maggioranza dei casi i bambini affetti da schiena bifida presentano malformazioni e difetti di innervazione agli arti inferiori. Quando i genitori di Samuel, Alex e Julie, scoprirono che il loro bambino era affetto da questa malattia rifiutarono immediatamente la possibilità dell’aborto. L’incontro con il professor Bruner diede loro la speranza non solo di portare a termine la gravidanza, ma anche di far nascere un bambino senza malformazioni cerebrali. Bruner sapeva che non poteva mantenere in vita il feto al di fuori dell’utero materno e per questo fu costretto a correggere l’anomalia da «dentro». La fotografia rimane come unica straordinaria documentazione di questo momento di contatto tra il feto e il dottor Brumer. In questi anni l’immagine ha letteralmente fatto il giro del mondo ed è stata definita da qualcuno come la «foto del decennio». Forse però, il titolo migliore è quello della didascalia che accompagnò la foto, pubblicata per la prima volta su Usa Today: «La mano della speranza».

  «I dottori le misero (a mia madre) del ghiaccio sulla pancia e poi, quando il trattamento era finito, le dissero che avrebbe fatto meglio ad abortire. Che era la soluzione migliore, perché il bambino sarebbe venuto al mondo con qualche forma di disabilità. Ma lei decise di non interrompere la gravidanza e il bambino nacque. Quella signora era mia madre, e il bambino ero io. Sarò di parte, ma posso dirvi che è stata la scelta giusta e spero che questo possa incoraggiare altre madri che magari si trovano in momenti di vita complicati ma vogliono salvare la vita dei loro bambini».
(Andrea Bocelli, cantante italiano)
 
"All'età di 19 anni, dopo il mio primo rapporto sessuale rimasi incinta. Decisi di abortire, una scelta sofferta, che non rifarei mai più nella vita. Un'esperienza traumatica, capitata pochi mesi prima dell'esame di maturità. Mio padre non lo sa ancora e il padre di quel bambino non lo saprà mai." (Simona Ventura)

"È la stessa logica che porta all'aborto: se il bambino dà fastidio, non lo si accetta, lo si elimina; e che i cittadini paghino le spese. Ma il bambino è una persona, una parola irripetibile di Dio, ha una propria storia. [...] Ma allora quale differenza c'è tra la mafia, la camorra, la 'ndrangheta che uccidono l'avversario che da fastidio, e coloro che sostengono che si può uccidere con un omicidio premeditato chi dà fastidio?" (Oreste Benzi)

"In conformità con questi principi fondamentali della visione umana e cristiana sul matrimonio, dobbiamo ancora una volta dichiarare che è assolutamente da escludere, come via lecita per la regolazione delle nascite, l'interruzione diretta del processo generativo già iniziato, e soprattutto l'aborto diretto, anche se procurato per ragioni terapeutiche." (Paolo VI)

"L'aborto è il più grande distruttore della pace perché, se una madre può uccidere il suo stesso figlio, cosa impedisce che io uccida te e che tu uccida me? Non c'è più nessun ostacolo." (Madre Teresa di Calcutta)

"L'aborto non è un atto liberante della donna: anzi, la costituisce per sempre, in un certo senso, in una schiavitù interiore: nessun «intervento umano» può liberarla." (Giorgio La Pira)

"Mi sembra chiaro come la luce del giorno che l'aborto è un crimine." (Mahatma Gandhi)

"Nel nostro secolo un altro cimitero deve essere aggiunto alla lista della crudeltà umana: quello dei mai nati." (Papa Giovanni Paolo II)

"Sono contrario all'aborto. Uccidere un essere umano prima che nasca è inammissibile. È una dimostrazione d'impazienza." (Roland Topor)

"Sono traumatizzato dalla legalizzazione dell'aborto, perché la considero, come molti, una legalizzazione dell'omicidio. Nei sogni, e nel comportamento quotidiano – cosa comune a tutti gli uomini – io vivo la mia vita prenatale, la mia felice immersione nelle acque materne: so che là io ero esistente." (Pier Paolo Pasolini)


"L'aborto è un'esperienza di morte. È il tramonto del potenziale umano, del rapporto umano, della responsabilità, del senso materno, della relazione con l'altro e dell'innocenza. Una perdita di questo tipo raramente viene vissuta senza conflitto e contrasto interiore." (Theresa Burke)

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