giovedì 16 giugno 2011

Prìncipi necessari per tacere da L’arte del silenzio – Abate Joseph Dinouart

1. Si deve smettere di tacere solo quando si abbia qualcosa da dire che valga più del silenzio.
2. C’è un tempo per tacere, così come c’è un tempo  per parlare.
3. In ordine di priorità, il tempo  di tacere viene  sempre per primo;  non si impara a parlare bene, se prima non si è imparato a tacere.
4. Se si è costretti a parlare, tacere è un segno di debolezza o di imprudenza. Ma parlare quando si deve tacere è segno certo  di leggerezza e di indiscrezione.
5. E’ certo che, in linea  generale, si rischia meno a  tacere che a parlare.
6. Mai l’uomo è padrone di sé come nel silenzio:  fuori di lì,  sembra effondersi, per così dire, fuori  da se stesso e parlando dissipa se stesso, in modo che sembra appartenere meno a sé e più agli altri.
7. Quando si deve dire una cosa importante, è necessaria un’attenzione particolare: bisogna dirla a se stessi, e dopo questa precauzione, ripetersela, per timore di  pentirsi  allorché  non si sarà più padroni di trattenere ciò che si è dichiarato.
8.  Se si tratta di mantenere  un segreto,  non si tace mai abbastanza: il silenzio allora è una delle cose che meno si deve temere.
9. Il riserbo,  necessario per saper mantenere il silenzio nelle situazioni ordinarie della vita, non è virtù minore dell’abilità e dell’ applicazione necessarie per ben parlare  e non vi è più merito a spiegare  ciò che si sa che a tacere su ciò che si ignora. Il silenzio del saggio, talvolta, vale più del ragionamento del filosofo;  il silenzio del primo,  è una lezione per gli impertinenti e una punizione per i colpevoli.
10.Il silenzio talvolta può sostituire la saggezza  in un uomo ottuso e la conoscenza in un ignorante.
11.Si è naturalmente inclini a credere che un uomo che parla poco non sia un genio, e che uno che parla troppo sia uno stordito  o un pazzo. E’ meglio passare per uno che non è un genio di prim’ordine, rimanendo spesso in silenzio, che passare per un pazzo, abbandonandosi alla troppa  voglia di parlare.
12.Il carattere  disgiuntivo di un uomo coraggioso è  parlare poco e compiere grandi imprese. Il carattere disgiuntivo di un uomo  di buon senso è  parlare poco e dire sempre cose sensate.
13.Qualunque  disposizione  si abbia al silenzio, è bene sempre diffidare di sé stessi e, se si ha troppa voglia di dire una cosa, ciò sarà spesso motivo sufficiente per decidere di non dirla.
14.Il silenzio è necessario in molte occasioni, ma occorre essere sempre sinceri: si può talvolta nascondere un pensiero, ma non si deve mai camuffarlo. Vi sono molti modi di tacere senza per questo nascondere il proprio pensiero,  di essere discreti senza essere cupi o taciturni, di nascondere una verità senza per questo coprirla di menzogna.

 (Abate Joseph Antoine Toussaint Dinouart)
Fonte:  "L'Arte del Silenzio" , 1771, Ed. La Spiga, serie Libri di una sera, pagg.5,6
Se ti interessa la prima parte clicca qui: http://leggoerifletto.blogspot.com/2011/05/larte-del-silenzio-introduzione-abate.html

L'abate Joseph Antoine Tousaint Dinouart (Amiens, 1716-1786) è tra quegli ecclesiastici «mondani»  del XVIII secolo. fu canonico di Saint-Benoît di Parigi. Scrisse sui più svariati argomenti, soprattutto sulle donne - compresi rifacimenti di opere altrui che gli guadagnarono il titolo di «Alessandro dei plagiari» -, è famoso per aver diretto il «Journal ecclésiastique», nel quale si trovano un gran numero di domande singolari sulla Liturgia; pubblicò nel 1749 un Trionfo del sesso a causa del quale entrò in grave attrito con la sua gerarchia e alla fine fu scomunicato.


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